Che differenza c’è tra infezione Dengue, West Nile, Chikungunya e perché alcune possono provocare la morte, come avvenuto nel Lazio?

Le infezioni Dengue, West Nile e Chikungunya sono tutte malattie virali trasmesse da un unico vettore, le zanzare. Al contrario, queste 3 infezioni, possono presentare differenze significative per sintomatologia e gravità.

DENGUE

Nei Paesi occidentali la Dengue è causata da 4 virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) e il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La zanzara è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Nei Paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo crescente in quanto si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone, come già evidenziato dall’Istituto Superiore di Sanità.

DENGUE | TRASMISSIONE

La malattia è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.

DENGUE |SINTOMI

Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini. La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue.

WEST NILE

La febbre West Nile o febbre del Nilo è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile virus, wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile, da cui prende il nome.

WEST NILE | TRASMISSIONE

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

WEST NILE | SINTOMI

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale. Ed è ciò che, qualche giorno addietro, è accaduto alla donna di 82 anni di Nerola, in provincia di Roma, deceduta all’Ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, Latina, proprio a causa della febbre del Nilo. La donna era stata ricoverata il 14 luglio scorso per febbre e stato confusionale.

CHIKUNGUNYA

La Chikungunya è una malattia virale trasmessa all’uomo da zanzare infette, in particolare del genere Aedes. La prima epidemia nota è stata descritta nel 1952 in Tanzania.

CHIKUNGUNYA | INCUBAZIONE E SINTOMI

Il periodo di incubazione arriva fino a un massimo di 12 giorni (in media di 3-7 giorni) e la malattia si manifesta co febbre e dolori alle articolazioni tali da limitare i movimenti dei pazienti (da cui deriva il nome Chikungunya, che in Swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. Altri sintomi includono dolore muscolare, mal di testa, affaticamento e rash cutaneo. Il dolore alle articolazioni è spesso debilitante, generalmente dura alcuni giorni ma può anche prolungarsi.

Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente, tuttavia, in rarissimi casi il dolore alle articolazioni può persistere per mesi. Spesso i sintomi nelle persone infette sono lievi e l’infezione può non essere riconosciuta o male interpretata, soprattutto nelle aree in cui è presente la Dengue. Occasionalmente sono state segnalate complicanze oculari, neurologiche, cardiache e gastrointestinali. Raramente si verificano complicanze gravi, tuttavia negli anziani la malattia può essere una concausa di morte.