“La dieta chetogenica (VLCKD) determina una riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare”, Caprio

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“La VLCKD (very low calorie ketogenic diet) ha effetti positivi anche sulle cardiomiopatie. Considerata una serie di meccanismi benefici che innesca, è stata dimostrata anche la rapida riduzione dei principali fattori di rischio cardiovascolare.” A sostenerlo, il prof. Massimiliano Caprio, responsabile Laboratorio di Endocrinologia Cardiovascolare, IRCCS San Raffaele Roma, ordinario di Endocrinologia, Università Telematica San Raffaele, redattore delle Linee Guida SIE sull’uso delle diete chetogeniche, cui è stato affidato 1 degli 8 focus programmati nell’ambito della prima edizione del G8 delle Diete Chetogeniche, in corso a Bologna, con i massimi esperti di obesità e metabolismo.

Le VLCKD hanno dimostrato efficacia e sicurezza nella perdita di peso nel paziente con obesità. “Parallelamente alla riduzione del peso (legata principalmente alla riduzione del grasso viscerale, e non della massa muscolare), si osserva un significativo miglioramento del quadro lipidico, la riduzione della pressione arteriosa, la riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione cronica di basso grado, la riduzione dell’insulino-resistenza”, spiega Caprio. “Sono dimostrati anche effetti molto favorevoli in pazienti con obesità e diabete mellito tipo 2, ove si è osservato un rapido e significativo miglioramento del compenso glicometabolico, superiore a quello ottenuto con diete ipocaloriche standard, oltre alla marcata riduzione della necessità di farmaci anti-diabetici e, in alcuni casi, alla remissione della malattia. Tutti questi meccanismi determinano una rapida ed efficace riduzione dei principali fattori di rischio cardiovascolari.”

Dagli studi condotti anche presso l’Istituto di ricerca del San Raffaele Roma, è stato evidenziato che i corpi chetonici “rappresentano un ‘carburante’ più efficace del glucosio in termini di resa energetica e di stress ossidativo, soprattutto a livello cardiaco e cerebrale, ove costituiscono il metabolita preferito quando è presente diabete mellito di tipo 2 o scompenso cardiaco”, aggiunge Caprio. “Recenti studi hanno dimostrato un effetto benefico dei corpi chetonici nello scompenso cardiaco, sia in modelli sperimentali sia nell’uomo. Questo pone delle basi teoriche solide per utilizzare la VLCKD nel paziente obeso con scompenso cardiaco, ove la riduzione del grasso corporeo, la riduzione del post-carico e l’effetto energetico dei corpi chetonici, determinano una rapida caduta delle resistenze periferiche ed un miglioramento della frazione di eiezione.”