La diagnostica sterile per prevenire le infezioni ospedaliere. Arriva il duodenoscopio monouso

194

In alcuni mercati europei è arrivato il Duodenoscopio monouso EXALT™ D, da utilizzare nelle procedure di colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP). Una innovazione di grande rilievo che favorisce l’introduzione di dispositivi monouso “usa e getta” sia nella diagnostica sia nei trattamenti terapeutici, per fronteggiare il problema delle infezioni ospedaliere che ogni anno comportano un numero elevatissimo di ricoveri e di decessi. Si tratta, ad oggi, del primo e unico dispositivo monouso di questo genere dotato di Marchio CE e autorizzazione FDA: In Europa, il dispositivo sarà disponibile negli Ospedali come alternativa ai duodenoscopi riutilizzabili, offrendo ai medici uno strumento nuovo e sterile per ogni paziente ed eliminando, aspetto niente affatto marginale, la necessità di ricondizionare (reprocessing) e riparare il duodenoscopio dopo ogni utilizzo.

Ogni anno, in Europa, vengono eseguite più di 500mila procedure di colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP), attività che prevede l’impiego di duodenoscopi per la diagnosi e il trattamento di varie patologie pancreatiche e biliari, come i calcoli o le occlusioni interne del sistema pancreatico-biliare. La struttura del Duodenoscopio EXALT-D è molto simile a quella dei dispositivi riutilizzabili standard, un fattore di ulteriore agevolazione per i medici per i quali la fase di “apprendimento” con il nuovo strumento sarà minima.

Va ricordato che, laddove vengano utilizzati duodenoscopi multiuso riutilizzabili, fra un utilizzo e l’altro è necessario sottoporre gli strumenti a un rigoroso processo di disinfezione che richiede tempo e lavoro di professionisti sanitari. Buona parte delle procedure eseguite con questi dispositivi si svolge in modo sicuro e efficace; tuttavia, secondo quanto dichiarato dalla Società Europea di Endoscopia Digestiva (European Society of Gastrointestinal Endoscopy, ESGE) e dalla Società Europea Infermieri e Associati di Gastroenterologia ed Endoscopia (European Society of Gastroenterology Nurses and Associates, ESGENA), da molto tempo vengono riportate infezioni nosocomiali correlate alle procedure endoscopiche, il cui potenziale preoccupa e coinvolge l’intero Sistema Sanitario. Di recente, proprio ESGE ed ESGENA hanno lanciato un appello affinché vengano compiuti tutti gli sforzi possibili per scongiurare l’insorgere delle infezioni, richiamando le strutture sanitarie all’osservanza di normative e di “suggerimenti” per il ricondizionamento ottimale dei duodenoscopi. Per questo, l’impiego di dispositivi monouso viene auspicato da più parti, non solo per praticità e rapidità di impiego, ma per l’assenza di possibili contaminazioni e maggiore sicurezza per i pazienti. L’adozione dei monouso ha – ovviamente – implicazioni economiche; in proposito va però ricordato che i rischi derivanti dal mancato o non appropriato ricondizionamento dei dispositivi, sono molto elevati in quanto la pre-detersione e i lavaggi manuali possono causare la formazione di biofilm batterici che permangono sulle superfici delle apparecchiature e interferiscono con i processi di disinfezione e sterilizzazione. “Dopo la recente approvazione del Duodenoscopio EXALT D da parte della FDA, sono lieto di annunciare che abbiamo ottenuto il Marchio CE in Europa e che tanti medici e ospedali in vari paesi avranno entro breve tempo a disposizione il primo duodenoscopio monouso del mondo”“, dichiara Darragh Tolane, Vicepresidente della divisione Endoscopia di Boston Scientific. “Il Duodenoscopio EXALT D è una testimonianza sia dell’innovazione tecnologica nelle patologie pancreatico-biliari sia dell’impegno Boston Scientific per supportare l’attività dei clinici e offrire ai pazienti le cure migliori.”

“Con il Duodenoscopio monouso EXALT D posso eseguire una sofisticata procedura ERCP con il valore aggiunto rappresentato dall’utilizzo di un dispositivo nuovo e sterile per ogni paziente, evitando così qualsiasi rischio di infezione e di contaminazione”, dichiara il prof. Marco Bruno, docente di Gastroenterologia ed Epatologia, Primario di Gastroenterologia ed Epatologia, Centro Medico Universitario Erasmus di Rotterdam. “Sono entusiasta del lancio di questo dispositivo che vedo come un progresso straordinario nell’evoluzione dell’endoscopia.”