Diabetici e obesi rischiano Covid più grave a causa di microrganismi intestinali

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Secondo i ricercatori dell’International Institute for Applied Systems Analysis di Laxenburg in Austria, il Covid-19 può essere più grave per gli obesi e i diabetici per un effetto combinato con i batteri dell’intestino (microbiota). Dunque, sempre secondo i ricercatori, i microrganismi e i batteri che popolano l’intestino, se combinati con il coronavirus nei polmoni, possono causare una forma più grave di Covid-19: per questo, le persone obese e diabetiche contraggono spesso una forma più grave della malattia e per loro si rende necessario il ricovero in ospedale e la ventilazione meccanica. Secondo lo studio, la fuoriuscita e calo del recettore Ace2 – ciò che fa “entrare” il coronavirus nelle cellule umane – quando unita a obesità o diabete sarebbe in grado di ridurre la funzione della barriera intestinale. In questo modo, i batteri e le tossine entrano in circolo e una volta giunti nei polmoni si “alleano” con il coronavirus provocando una forma di malattia più grave.

Come abbiamo riportato nelle scorse settimane su clicMedicina, una ricerca italiana aveva invece individuato nel grasso la capacità di innescare i meccanismi di pericolosità, in particolare, il tipo di grasso che presenta il paziente. A identificarne la correlazione erano stati i ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Ospedale Bufalini di Cesena che, in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care, avevano dimostrato come l’accumulo di grasso viscerale, ovvero quello che avvolge gli organi interni, fosse associato a un maggior rischio di ricovero in terapia intensiva nei pazienti con Covid-19. Ciò in maniera indipendente dal grado di obesità definito tramite l’indice di massa corporea. In particolare, è stato scoperto che i soggetti affetti da Covid-19 ricoverati in terapia intensiva avevano una quantità di grasso viscerale superiore rispetto ai pazienti meno gravi: “Confrontando le TC di questi pazienti abbiamo rilevato che ogni millimetro di spessore in eccesso del grasso viscerale corrispondeva a un rischio pari al 16% di ricovero in terapia intensiva”, afferma Rocky Strollo, endocrinologo e ricercatore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Considerato che mediamente i pazienti con Covid-19 grave avevano 4 mm di grasso viscerale in più rispetto ai non gravi, questo equivarrebbe a quasi il 65% in più di probabilità di ricevere trattamenti intensivi.”