
Anna Arnaudo, campionessa di atletica leggera con diabete tipo 1 e ambassador della Federazione delle Società Diabetologiche Italiane FeSDI – composta dall’Associazione Medici Diabetologi AMD e dalla Società Italiana di Diabetologia SID – e Monica Priore, atleta e vicepresidente di Diabete Italia, sono state audite dalle Commissioni riunite 3ª Affari Esteri e Difesa e 7ª Cultura, Istruzione del Senato sul tema dell’accesso negato agli atleti con diabete ai gruppi sportivi militari e ai corpi civili dello Stato: “Da anni gareggio a livello internazionale e rappresento l’Italia convivendo con il diabete tipo 1, che gestisco grazie alle tecnologie disponibili oggi”, dichiara Arnaudo. “Ciononostante, questa diagnosi esclude me e altri atleti dai gruppi sportivi militari in modo automatico e indipendentemente dalle condizioni cliniche reali e dai risultati sportivi. I gruppi sportivi militari sono per molti atleti un percorso fondamentale di crescita e sostegno. Venire esclusi non sulla base di una valutazione individuale, ma di una norma del 1932, è una contraddizione che oggi si può e si deve superare.”
Infatti, è proprio per effetto di criteri normativi risalenti a un Regio Decreto del 1932, elaborati in un contesto medico-scientifico che non esiste più, che atleti pienamente idonei sul piano clinico e sportivo vengono esclusi dai gruppi sportivi militari solo perché hanno il diabete: “Sono tanti gli atleti italiani con diabete che rappresentano già il Paese nelle competizioni internazionali, senza poter però accedere al sostegno e ai percorsi di crescita che i gruppi sportivi militari garantiscono”, afferma Salvatore De Cosmo, presidente FeSDI e AMD. “Un paradosso che penalizza il talento sportivo nazionale e contraddice i principi di equità e valutazione individuale già affermati dalla giurisprudenza e dall’ordinamento europeo.”
“Le moderne terapie, tra cui i sistemi di monitoraggio in continuo della glicemia, microinfusori e tecnologie integrate, consentono oggi alle persone con diabete di praticare sport agonistico in piena sicurezza, come dimostrano i numerosi campioni olimpici e mondiali che convivono con questa patologia”, dichiara Raffaella Buzzetti, presidente SID. Il Decreto Legislativo n. 36 del 2021 ha aperto i gruppi sportivi militari agli atleti paralimpici, dimostrando che una riforma è possibile: “FeSDI, anche tramite i propri ambassador, simbolo di talento sportivo e umano, chiede al Parlamento di compiere lo stesso passo per gli atleti con diabete, introducendo criteri di valutazione medico-sportiva individuale in luogo dei meccanismi di esclusione automatica tuttora vigenti”.













