Diabete, complicanze da COVID-19 e alimentazione

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Il 14 novembre si svolge la Giornata Mondiale del Diabete. Quest’anno più che mai, a causa della pandemia da COVID-19, questo giorno è un’occasione fondamentale per sensibilizzare le persone al trattamento, alla prevenzione e all’attenzione per i sintomi. Proprio in riferimento alla pandemia, è necessario ricordare che sono proprio le persone affette da malattie croniche a presentare un rischio maggiore di sviluppare forme gravi di COVID-19. Tra queste, vanno indubbiamente annoverati i pazienti con diabete di tipo 2, maggiormente esposti alla probabilità di sviluppare la polmonite interstiziale. Di seguito, l’approfondimento del prof. Giovanni Spera, endocrinologo, presidente eletto SISDCA, Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare.

COSA ACCADE NEI PAZIENTI DIABETICI RISPETTO ALL’INFEZIONE DA COVID-19?

“I diabetici non hanno chiaramente maggiori possibilità di infettarsi col virus, ma la sola presenza di un quadro glicemico più o meno compensato li espone a maggiori rischi”, spiega. “Come l’ipertensione arteriosa e l’obesità, anche il diabete ha un background fisiopatologico (sindrome metabolica, grasso viscerale in eccesso, stato infiammatorio cronico), che di per sé aumenta il rischio di complicanze da COVID-19 e di mortalità. In mancanza di efficaci mezzi terapeutici, la prevenzione, la predittività e la programmazione delle cure è fondamentale nella lotta al COVID-19. Ma le autorità sanitarie e politiche ovunque sembrano sottovalutare le indicazioni che in tal senso emergono rispetto all’importanza della preesistenza e persistenza di tutte queste patologie legate all’alimentazione ed allo stato nutrizionale, come appunto, il diabete.”

QUAL È IL RUOLO DELL’ALIMENTAZIONE NELL’EMERGENZA COVID?

“Esiste una relazione anche tra alimentazione e risposta all’aggressione da parte del COVID-19. Per esempio, si è scoperto, tra l’altro, che la carenza della vitamina D espone a un maggior rischio di contrarre il virus. Una ottimale salute del microbiota intestinale, poi – il cui equilibrio consente un corretto stato dell’organismo e del sistema immunitario – è una tutela. Anche una situazione di sovrappeso, quando determina uno stato di infiammazione cronica, espone a maggiori rischi, facilitando lo scatenarsi della temuta tempesta citochinica, presupposto per l’aggravamento della malattia da COVID-19.”