Decalogo Eseo Italia, “per riconoscere l’esofagite eosinofila

Favorire una diagnosi precoce delle patologie gastrointestinali eosinofile, attraverso un Decalogo dei sintomi più comuni. Questo l’obiettivo della campagna dell’Associazione di Famiglie Contro l’Esofagite Eosinofila e le Patologie Gastrointestinali Eosinofile ESEO Italia, che per tutto il mese di maggio 2026, nel corso di open day presso Strutture sanitarie e in occasione di incontri organizzati per sensibilizzare personale sanitario e pazienti, distribuirà l’opuscolo Riconosci Segni e Sintomi. Nel Decalogo sono contenute 10 domande individuate da Medici e Specialisti, utili per riconoscere i sintomi e indirizzare una corretta diagnosi. Si va dalla difficoltà a deglutire il cibo alla sensazione del cosiddetto blocco mentre si mangia; dal rifiuto di cibi quali carne, prosciutto, riso, alla necessità di assumere molta acqua durante i pasti per facilitare la deglutizione. Ai pazienti viene poi chiesto se sentano la necessità di tagliare il cibo in piccoli pezzi; se impieghino più tempo degli altri a finire il pasto; se abbiano difficoltà a deglutire medicinali in pasticche e se si sentano, in generale, a disagio nel mangiare con gli altri. Fra i sintomi sono poi indicati poi anche reflusso, nausea e vomito, episodi di asma, dermatite atopica e poliposi nasale. Il riconoscersi anche in alcuni di questi casi contenuti nel Decalogo, sottolineano i promotori, è fondamentale per aiutare il Medico a diagnosticare l’esofagite eosinofila, instradando il paziente verso un corretto percorso sanitario.

“Il Decalogo è uno strumento scientifico elaborato da esperti che hanno messo insieme i principali sintomi ai quali si associano le malattie eosinofile”, dichiara Roberta Giodice, presidente ESEO Italia. “Il nostro obiettivo è quello di accrescere il sospetto diagnostico e la consapevolezza del rischio tra la popolazione, aiutando Medici e pazienti ad individuare una diagnosi in base ai segni e sintomi individuati. Grazie allo sforzo di centinaia di famiglie che quotidianamente assistono pazienti affetti da queste patologie vogliamo rilanciare un appello a tutte le Istituzioni incoraggiando tutti gli stakeholder ad intraprendere azioni concrete per supportare coloro che già affrontano questa realtà quotidianamente, per le migliaia di caregiver che li accudiscono ed anche per coloro che ancora peregrinano in cerca di una diagnosi.”

ESOFAGITE EOSINOFILA

L’esofagite eosinofila EoE è una malattia infiammatoria localizzata nell’esofago, caratterizzata da periodi di remissione clinica e episodi di acuzie. Gli eosinofili sono protagonisti di questa infiammazione, attraverso i numerosi mediatori cellulari rilasciati durante la loro attività. L’incidenza annuale varia in relazione alla provenienza geografica della popolazione inclusa va da 1,6 a 10/100mila. Non ci sono dati di prevalenza in Italia.

CAUSE

L’esofagite eosinofila è una patologia immuno-allergica; spesso è possibile trovare la causa dell’infiammazione cronica in un’allergia alimentare e/o respiratoria. Talvolta, nonostante i test allergologici e i tentativi dietetici, non si riesce a comprendere la probabile causa della malattia. Fenomeni autoimmunitari che possono coinvolgere anche altri tratti dell’apparato gastrointestinale possono essere implicati nello sviluppo della condizione.

SINTOMI

Tra i sintomi caratteristici figurano la difficoltà a deglutire; la necessità di bere spesso durante i pasti; di sminuzzare accuratamente il cibo; di dilatare la durata del pasto stesso. Altro aspetto ricorrente nei pazienti che ne sono affetti è la concomitanza o una storia pregressa di manifestazioni allergiche, respiratorie, cutanee o alimentari.
Accanto ai sintomi più peculiari possono occorrere anche alcuni meno specifici, come l’acidità di stomaco o la sensazione di reflusso. Questi sono caratteristici di patologie ben più comuni come appunto il reflusso gastroesofageo e quindi possono rendere difficoltoso il corretto riconoscimento dell’esofagite eosinofila.

TERAPIE

Le diete di restrizioni e i farmaci (cortisone, soprattutto locale, e farmaci biologici) sono le cure al momento utilizzate e considerate efficaci.

RISCHI

Le stenosi, vale a dire i restringimenti serrati dell’esofago, che non fanno passare né cibo né saliva, per i pazienti affetti da esofagite eosinofila oltre che la malnutrizione cronica e i disturbi della crescita per tutti i pazienti affetti da patologie gastrointestinali eosinofile.

EPIDEMIOLOGIA

La EGE ha una prevalenza stimata di 1-5:100mila e appartiene al gruppo dei disordini gastrointestinali associati agli eosinofili; colpisce tutte le età, con età media tra i 30 e i 50 anni, con lieve preponderanza nei maschi. La più alta prevalenza sembra essere registrata in Nord-America, Svezia e Australia, con un dato di incidenza di circa 5-7/100mila abitanti e un dato di prevalenza di 50-60/100mila abitanti. In Europa, i principali dati derivano dalla Svizzera, con una stima di prevalenza di circa 23/100mila abitanti.

Per quanto riguarda l’EoE, nel 2022 si è stimata una prevalenza di 142,5 casi su 100mila persone. Ad aggravare la situazione il ritardo diagnostico, che spesso oscilla tra i 3 e i 10 anni. Si stima inoltre che il rapporto maschi/femmine sia 3/1, anche se al momento questo dato non presenta delle spiegazioni dal punto di vista fisiopatologico. Gli americani bianchi sembrano più colpiti (58%) rispetto agli Afro-Americani (34%) e altre etnie (8%).