“Dare voce a chi non può parlare”, CAA

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La comunicazione è un diritto umano fondamentale: tutti devono avere la possibilità di esprimersi e di vedere riconosciuti i propri bisogni. Ci sono però persone che hanno difficoltà nell’esprimersi con il linguaggio verbale poiché affetti da paralisi cerebrali infantili, autismo, forme neurologiche evolutive, traumi. In loro aiuto arriva la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA): un insieme di modalità e strategie di comunicazione funzionali a migliorare la comunicazione esistente utilizzando gesti, codici, tabelle con simboli, ausili e strumenti di alta tecnologia. Grazie alla CAA, bambini con complessi bisogni comunicativi possono partecipare alla vita e agli apprendimenti scolastici, possono stabilire contatti sociali e sviluppare amicizie esprimendo la loro personalità, possono acquisire un ruolo attivo nelle scelte della propria vita. Un intervento di CAA – preceduto da un’adeguata valutazione – supporta il bambino con complessi bisogni comunicativi utilizzando strategie, strumenti personalizzati e tiene presenti i suoi punti di riferimento affettivi ed educativi, aiutando così al bambino a essere “vero protagonista della propria vita”. Questo il tema al centro dell’appuntamento online e gratuito Dare Voce a Chi Non Può Parlare, dedicato in particolare ai genitori di bambini con disabilità comunicativa, in programma per giovedì 22 aprile alle ore 17:00.

Due i promotori del webinar: Fondazione Ariel, che si occupa di sostegno e orientamento alle famiglie con bambini affetti da disabilità neuromotorie, oltre che di progetti di ricerca per sviluppare la conoscenza, il trattamento e la cura delle patologie neuromotorie infantili; e Centro Benedetta D’Intino, impegnato nella cura e nella sensibilizzazione sui temi della disabilità comunicativa, dei bisogni specifici di ogni bambino che non può parlare e presenta disagi psicologici, intervenendo nei settori della CAA e della Psicoterapia. All’incontro parteciperanno Aurelia Rivarola, neuropsichiatra infantile, responsabile clinico-scientifica del settore CAA e presidente del Centro Benedetta D’Intino Onlus; Carla Gaddi, psicologa e psicoterapeuta, consulente del servizio di sostegno psicologico Spazio Genitori di Fondazione Ariel; ci sarà inoltre la testimonianza di Concetta Bruzzese Patrone, madre di una ragazza affetta da paralisi cerebrale infantile, che racconterà la propria esperienza con la CAA presso il Centro.