Associazione di tre farmaci per curare la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

L’associazione tre principi attivi in un unico inalatore si è dimostrata utile nel migliorare i disturbi respiratori nei soggetti con broncopneumopatia cronica (BPCO). In particolare, dall’analisi dei dati di due studi appena conclusi e condotti dalla azienda farmaceutica italiana “Chiesi” si è evinto che l’associazione di beclometasone, corticosteroide antinfiammatorio per via inalatoria (ICS) e due broncodilatatori – l’agonista β2 a lunga durata d’azione (LABA) formoterolo e l’antagonista muscarinico a lunga durata d’azione (LAMA) glicopirronio – si è dimostrata utile nel ridurre di oltre il 20% la frequenza annua di riacutizzazioni, ridurre significativamente la dispnea e migliorare la funzionalità polmonare. “Abbiamo potuto osservare, per la prima volta, l’efficacia della tripla terapia sulle riacutizzazioni, a dimostrazione dei sostanziali benefici che potrà generare, in futuro, il passaggio alla tripla terapia dei pazienti con BPCO”, ha commentato Dave Singh, professore di Farmacologia Clinica e Medicina Respiratoria all’Università di Manchester e Responsabile scientifico di uno degli studi. “Questi studi hanno inoltre dimostrato un effetto continuativo della terapia con la tripla associazione fissa extrafine in diversi parametri, incluse le riacutizzazioni, la funzionalità polmonare e la qualità della vita”. I due studi hanno interessato oltre 4000 pazienti e servono per la registrazione del nuovo composto per poter essere commercializzato.