
Ogni anno nel mondo nascono circa 500mila bambini con una cardiopatia congenita che necessita di intervento chirurgico. Nella gran parte dei Paesi ad alto reddito, oltre il 90% di loro sopravvive fino all’età adulta; nell’Africa subsahariana, la stessa diagnosi può essere una sentenza: senza cure, la metà di questi bambini non raggiunge il primo anno di vita. Non perché la malattia sia diversa, ma perché mancano Medici, strutture e fondi. Basti pensare che nell’Africa subsahariana opera 1 solo Chirurgo cardiotoracico ogni 4milioni di abitanti, con una capacità pari all’1% di quella globale; nella sola Africa occidentale, il rapporto scende a 1 ogni 26,5milioni di persone. La mortalità per cardiopatie congenite non sta diminuendo: negli ultimi 10 anni è aumentata nell’Africa centrale del +38,1% e in quella occidentale del +40,3%, mentre a livello globale calava del -34,5%. A questa emergenza silenziosa risponde dal 2021 il progetto Cuori Ribelli, iniziativa umanitaria dell’organizzazione non profit Una Voce per Padre Pio.
Le cardiopatie congenite sono malformazioni del cuore presenti fin dalla nascita. Nei Paesi ricchi, la diagnosi precoce e l’accesso alla chirurgia rendono questa patologia largamente trattabile; nei Paesi a basso reddito dell’Africa subsahariana mancano ecografi per lo screening neonatale, Cardiochirurghi pediatrici, Terapie Intensive post-operatorie, così come mancano i fondi per pagare un’operazione che nei pochi Centri disponibili può costare quanto il reddito annuale di un’intera famiglia.
Nella regione africana, solo 2 abitanti su 10 hanno accesso alla Sanità di base, il dato più basso al mondo. In questo contesto, un bambino nato con un difetto cardiaco grave è quasi certamente destinato a morire, spesso prima ancora che la famiglia si renda conto di avere di fronte una condizione operabile. Le Nazioni Unite, attraverso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile SDGs, si sono impegnate a ridurre la mortalità neonatale e infantile entro il 2030. Le cardiopatie congenite sono la settima causa di morte infantile in Africa, ma a differenza di HIV, malaria e tubercolosi, ricevono investimenti sanitari e attenzione pubblica del tutto sproporzionati al peso del problema.
Il progetto Cuori Ribelli, spiega l’Organizzazione, nasce dalla consapevolezza che “nessun bambino dovrebbe morire solo perché nato nel posto sbagliato del mondo”. 2 gli assi complementari dell’iniziativa: il primo è costituito da missioni salvavita di team specializzati, che includono anche la formazione dei Medici locali. Durante ogni missione chirurgica in Africa, équipe italiane di Cardiochirurghi, Anestesisti e Infermieri lavorano fianco a fianco con il personale sanitario africano, trasferendo competenze tecniche e metodologie operative. L’obiettivo non è sostituire i Medici locali, ma renderli progressivamente autonomi affinché sempre più bambini possano essere curati nel proprio Paese senza affrontare il trauma e i costi di un trasferimento internazionale. Il secondo asse è quello dei corridoi sanitari umanitari. I casi più gravi vengono identificati in loco, diagnosticati, e trasferiti in Italia per interventi cardiochirurgici salvavita, interamente gratuiti per le famiglie. I bambini vengono operati nei più importanti Centri di eccellenza cardiochirurgica italiani, tra cui l’Ospedale Gaslini di Genova, il Bambino Gesù di Roma, il Niguarda di Milano, il Monaldi di Napoli, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e l’Ospedale del Cuore di Massa.
I bambini vengono seguiti lungo tutto il percorso, dall’individuazione del caso nel territorio africano alla diagnosi, alle pratiche consolari e al rilascio dei visti, all’organizzazione dei voli sanitari, all’accoglienza e al ricovero in Italia, fino all’assistenza sociale alle famiglie durante la degenza.
È possibile sostenere Cuori Ribelli e tutti i progetti di Una Voce per Padre Pio attraverso la campagna solidale Padre Pio Social Aide 2026, con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero solidale 45531. La campagna è sostenuta dalla trasmissione televisiva di Rai Uno Una Voce per Padre Pio, in onda mercoledì 13 giugno 2026 in prima serata, con replica pomeridiana il 05 luglio 2026. Il supporto di Rai per la Sostenibilità-ESG è attivo nella settimana 08-14 giugno.














