Il cuore soffre senza prima colazione

1999

Fare una sana prima colazione riduce il rischio di malattie cardiovascolari. E questa volta a sostenerlo sono le linee guida americane dell’American Heart Association. Secondo il team di ricerca coordinato da Marie-Pierre St-Onge, ricercatrice nutrizionista del Columbia University Medical Center di New York, ben il 30% degli adulti statunitensi salta la prima colazione e sempre più persone fanno spuntini durante il giorno invece di sedersi a tavola per i tre pasti tradizionali. Facendo colazione tutti i giorni, si riducono le probabilità di andare incontro a ipercolesterolemia e ipertensione, noti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Inoltre, poiché i tempi di assunzione dei pasti vanno a “scontrarsi” con l’orologio biologico del corpo, saltare il primo pasto della giornata aumenta le probabilità di andare incontro a obesità e diabete.

“Sappiamo da studi di popolazione che l’abitudine quotidiana della prima colazione è legata a una riduzione del peso e alla tendenza di seguire una dieta più sana, con un minor rischio di malattie cardiovascolari”, afferma St-Onge. “Tuttavia, gli interventi finora effettuati per aumentare il consumo della colazione in coloro che di solito la saltano non supportano il forte ruolo causale di questo pasto per il controllo del peso.”

Un’altra minaccia per il peso è costituita dagli spuntini dopo cena che molti si concedono anche come gratificazione della lunga giornata di lavoro. Un buon suggerimento è quindi chiudere la cucina dopo cena, evitando di tenere a portata di mano snack e bevande tentatrici. Va anche attentamente considerato che lo smaltimento degli zuccheri consumati non funziona allo stesso modo di giorno e di notte. Studi sui lavoratori turnisti, che mangiano di notte e saltano la prima colazione, hanno infatti evidenziato un maggior rischio di obesità e malattie metaboliche in questi lavoratori rispetto a coloro che osservano normali orari d’ufficio