Patrizi, Omceo Roma: “2 medici su 3 faticano ad andare in ferie per carenza di sostituti”

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“Almeno 2 medici di medicina generale su 3 hanno difficoltà ad andare in ferie, anche solo per pochi giorni, perché stentano a trovare sostituti. È una situazione difficilissima”, dichiara Cristina Patrizi, segretario Omceo Roma. “Ci sono molti colleghi, ormai stremati da oltre 2 anni di pandemia, che non riescono ad affrontare serenamente pochi giorni di vacanza”, continua. “In tanti hanno dovuto ridurre i giorni di ferie o devono continuare a lavorare da remoto rispondendo a mail e messaggi dei pazienti. È una difficoltà che in estate si accentua ma in generale il problema delle coperture c’è tutto l’anno. Si fa fatica a trovare un sostituto anche se il medico deve assentarsi per motivi di salute tanto che ci sono colleghi che anche con il Covid hanno continuato a lavorare da remoto. È una situazione che lede le condizioni elementari del diritto al lavoro.”

“È un problema che nella Medicina Generale è particolarmente grave visto l’assetto contrattuale che non prevede neanche il ristoro delle ferie né della malattia”, aggiunge Patrizi. “Ma riguarda anche la specialistica ambulatoriale e i colleghi di continuità assistenziale. Pure lì, infatti, ci sono delle carenze a cui nessuno riesce a far fronte, né le aziende né i medici attingendo alla rete di sostituti o di colleghi non ancora titolari disponibili alle sostituzioni. Difficoltà a cui si aggiunge un sistema ormai ‘malato’ in cui i pazienti inviano continuamente al proprio medico messaggi, mail, whatsapp, a tutte le ore del giorno, anche sabato e domenica. Si è perduta la giusta regolazione.”

“Abbiamo necessità di avere a regime un sistema con garanzie per tutti i medici di Medicina Generale”, afferma ancora Patrizi. “Al di là di quello che sarà il prossimo governo, chiediamo che venga affrontato il problema della riorganizzazione del territorio. Nel dm 71/77 abbiamo delle linee di diritto e poi c’è la necessità di affrontare il nuovo accordo nazionale oltre a quella di porre in essere quello attuale (2016/2018) che a livello regionale deve essere declinato. Come Ordini chiediamo che siano garantite le condizioni professionali e lavorative, sia dei medici di medicina generale sia, in generale, dei medici convenzionati. Chiediamo che il governo presti la massima attenzione a questi temi perché la Sanità del territorio è una front line: abbiamo degli eserciti sul campo – conclude – ma senza le armi e senza le giuste tutele.”