Dal Covid allo scompenso cardiaco

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Chi ha un problema cardiovascolare e rifugge l’ospedale per paura del contagio si espone a rischi importanti: “Un problema che abbiamo denunciato durante l’emergenza coronavirus e sul quale torneremo al 54° Convegno di Cardiologia”, conferma Claudio Russo, direttore della Cardiochirurgia presso l’Ospedale Niguarda di Milano e vicepresidente del comitato scientifico dell’appuntamento promosso dal 14 al 17 settembre dalla fondazione De Gasperis, che quest’anno si svolgerà online. Il processo infettivo e infiammatorio che viene scatenato dall’aggressione del Covid-19 a quegli organi in cui è presente il recettore ACE2 (è ormai nota la capacità della proteina virale Spike di penetrare nella cellula, dialogando con questo enzima) coinvolge anche il sistema vasale e il cuore, con diverse manifestazioni che possono evolvere in modo drammatico verso lo scompenso cardiaco, oltre che lo shock cardiogeno e l’arresto cardiaco. “Anche in questo ambito ci troviamo di fronte a nuovi trattamenti farmacologici in grado di cambiare radicalmente la prognosi di questi pazienti. Il Sacubitril-valsartan è un modulatore neurormonale in grado di migliorare significativamente la sopravvivenza e la capacità funzionale di questi soggetti. Gli SGLT2 sono degli antidiabetici orali in grado non solo di ridurre gli eventi cardiovascolari nel soggetto diabetico ma anche di migliorare la prognosi nel paziente con insufficienza cardiaca non diabetico”, osserva Russo. “Ci si interroga – e ne discuteremo al convegno – se e come le nuove acquisizioni modificheranno le flow chart e i protocolli operativi.”