Covid e fine delle limitazioni. Rischi dipendenza da alcol e cibo

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La fine del coprifuoco e l’inizio della stagione estiva suonano come un “liberi tutti” ma il rischio che l’abuso e la dipendenza da alcol o da cibo aumentino non è così remoto: specie per coloro che hanno sofferto le limitazioni per contenere la pandemia Covid-19 come una imposizione insostenibile, l’allentamento delle restrizioni può essere l’avvio o il ritorno alla dipendenza da sostanze o da comportamenti scorretti. In questo periodo di lockdown, molti osservatori hanno riportato, un diminuito consumo, soprattutto di alcolici, proprio da parte dei giovani. “Ora con il generale passaggio del Paese alla zona bianca e la fine dei divieti potrebbero sentire l’esigenza di riprendersi quello che hanno perduto: mesi di cene con amici al ristorante o bevute oltre le ore del coprifuoco”, avverte il dott. Fabrizio Fanella, psicoterapeuta e direttore sanitario del Centro La Promessa di Roma, specializzato nella cura delle dipendenze.

I rischi che la dipendenza da alcol o di fenomeni come il binge eating disorder, il disturbo da alimentazione incontrollata, possano aumentare con il ritorno alla vita sociale esistono e non sono da sottovalutare. “Per questo, soprattutto fra i più giovani, va fatta attenzione a una serie di segnali”, prosegue Fanelli. “Sintomi da sbronze ripetute, disattenzione, perdita di oggetti, irritabilità, dieta scorretta, depressione dell’umore improvviso, aggressività manifesta.”

Per i familiari o gli amici che colgono questi campanelli d’allarme il consiglio è quello di cercare il confronto e di indirizzare la persona a un primo consulto con uno specialista: “A volte – afferma la dott.ssa Barbara Cassiani, assistente sociale del Centro La Promessa – il paziente con dipendenza da cibo o da alcol viene indirizzato dal parente che per primo avverte il disturbo, ma non sempre questo allarme riscontrato corrisponde ad una consultazione presso uno specialista”.