Covid-19 nella popolazione di nazionalità straniera in Italia

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Dall’inizio dell’epidemia al 22 Aprile sono stati diagnosticati e notificati al sistema di sorveglianza 6.395 casi (il 5,1% del totale) attribuibili a individui di nazionalità straniera. “In linea di massima si può confutare l’ipotesi di una differenza di rischio fra stranieri e italiani”, sottolinea Giovanni Rezza, appena nominato nuovo direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute. La minore incidenza dell’infezione nella popolazione straniera e la notifica dei casi ritardata rispetto a quella negli italiani “potrebbero riflettere un ridotto o ritardato accesso ai tamponi per la diagnosi”, commenta Rezza. Ciò spiegherebbe “il maggior rischio di ospedalizzazione e di ricovero in terapia intensiva osservato tra i casi stranieri”. Trattandosi tuttavia di un’analisi “preliminare”, queste non sarebbero altro che “ipotesi da interpretare con cautela”.