Covid-19: mortalità fino a 10 volte superiore nei soggetti con Sindrome di Down

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Secondo alcuni ricercatori del Center for Genomic Regulation (CRG) di Barcellona, i soggetti con Sindrome di Down potrebbero essere geneticamente più suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, il decorso della malattia potrebbe complicarsi e la mortalità sarebbe fino a 10 volte superiore rispetto alla popolazione generale. “Esami precedenti avevano mostrato un tasso di mortalità per Covid-19 di circa 10 volte maggiore nelle persone con sindrome di Down”, afferma Mara Dierssen, del laboratorio Cellular & Neurobiology presso il CRG. “I nostri risultati aggiungono ulteriori prove a conferma di questi dati.”

MA QUALI SONO LE ALTERAZIONI CHE POTREBBERO INFLUENZARE L’INFEZIONE E LA PROGRESSIONE DELLA MALATTIA?

“Abbiamo scoperto che TMPRSS2, un gene che codifica per un enzima fondamentale all’ingresso di SARS-CoV-2 nelle cellule umane, aveva livelli di espressione del 60% più elevati nelle persone con sindrome di Down”, spiega Mara Dierssen. “Abbiamo scoperto anche livelli di espressione più elevati per il gene CXCL10 che può innescare una serie di eventi a livello cellulare, come la tempesta di citochine, una delle cause principali dei decorsi avversi della malattia da nuovo coronavirus.”

“Ci sono state altre evidenze scientifiche che suggeriscono la più elevata suscettibilità a Covid-19 per le persone con sindrome di Down”, aggiunge Dierssen. “Da questi studi si evince che gli individui con sindrome di Down che hanno più di 40 anni o che hanno comorbidità significative sono altamente vulnerabili dal punto di vista medico, sia nella fase dell’infezione che per la prognosi. Questo è il motivo per cui le persone con sindrome di Down dovrebbero ricevere la vaccinazione contro Covid-19 al più presto.”

Il gene si trova sul cromosoma 21, presente in triplice copia nei portatori della sindrome. Gli autori ipotizzano che questi fattori possano rendere le persone con sindrome di Down più suscettibili a infezioni batteriche che si possono manifestare a seguito di Covid-19. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.