COVID-19 e medici, Fnomceo: “Ricominciata la strage degli innocenti”

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La chiamano “strage degli innocenti”, ma ormai tutti sanno essere un riferimento ai medici che sono morti e quelli che continuano a morire a causa del COVID-19. “È ricominciata la strage degli innocenti, e anche questa volta è la medicina generale a pagare il prezzo più alto”, afferma Filippo Anelli, presidente Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Fnomceo. “Infatti fino a ieri erano 216 i medici morti per Covid-19 in Italia, 37 nella seconda ondata, a partire dal primo ottobre. Di questi ultimi, 18 erano medici di medicina generale o pediatri. E la crescita è esponenziale: negli ultimi 10 giorni 27 decessi; una media di quasi 3 al giorno. È evidente che, a livello organizzativo, qualcosa non sta funzionando”, prosegue Anelli. “Dobbiamo capire cosa, per frenare questa tragedia. E, per far questo, dobbiamo avere dati omogenei. Dobbiamo comprendere se, in tutte le Regioni, sono stati distribuiti i dispositivi di protezione anche ai Medici di Medicina Generale, ai Pediatri di Libera Scelta, agli Specialisti ambulatoriali, ai medici delle RSA, del 118, ai liberi professionisti. Dobbiamo sapere quali sono i modelli organizzativi adottati dagli ospedali, e quali stanno funzionando meglio. Dobbiamo avere dati certi su quali Regioni abbiano attivato le USCA, che rappresentano il sistema di sicurezza sul territorio, l’omologo della distinzione tra ‘percorso pulito’ e ‘percorso sporco’ negli ospedali.”

“Ogni morte, ogni contagio che colpisce un medico è un vulnus per tutto il Servizio sanitario nazionale”, aggiunge Anelli. “Per parafrasare il poeta John Donne, nessun medico è un’isola, ma è una parte fondamentale e insostituibile del nostro sistema di cure. Per questo, ogni volta che metaforicamente la campana suona, ogni volta che dolorosamente aggiungiamo un nome, il nome di un collega, di un amico, di un medico, sul nostro memoriale, non dobbiamo chiederci per chi suona la campana, perché suona per noi tutti. Ogni decesso è una sconfitta, una sconfitta dei sistemi di prevenzione e sicurezza, una sconfitta per il sistema di cure, per tutto il nostro Servizio Sanitario Nazionale.”