COVID-19. Le linee guida italiane per i pazienti non ricoverati in terapia intensiva

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Decidere i ricoveri dei pazienti con sintomi da COVID-19 anche sulla base dell’osservazione diretta e non solo attraverso criteri prognostici; non utilizzare nelle fasi iniziali farmaci steroidei, utili invece nelle fasi evolutive della malattia; privo di evidenze l’uso di idrossiclorochina, sia per i pazienti curati a casa che per quelli ospedalizzati; sì all’uso degli anticorpi monoclonali nei pazienti non ricoverati ad elevato rischio di progressione della malattia, mentre non è raccomandato l’uso sui pazienti ricoverati. Sono alcune delle raccomandazioni contenute nelle prime Linee Guida Italiane per la gestione dei pazienti adulti con COVID-19 al di fuori delle terapie intensive, messe a punto dalla Società Italiana di Terapia Antinfettiva (SITA) e dalla Società Italiana di Pneumologia (SIP) e appena pubblicate sulla rivista Infectious Diseases and Therapy.

Le linee guida, basate sulla revisione sistematica di 279 studi clinici condotta per circa 1 anno, mettono alcuni punti fermi – con diversi gradi di evidenza – sulle più importanti questioni sulle quali la comunità scientifica si confronta da quando è iniziata la pandemia: quando si rende necessario il ricovero; quali terapie vanno somministrate ai pazienti non ricoverati e ospedalizzati; qual è l’effettiva efficacia di alcune terapie sulle quali si è molto dibattuto in questi mesi. “Queste Linee Guida, le prime emanate a livello nazionale, sono il contributo che l’Italia mette a disposizione della comunità scientifica internazionale per la gestione del COVID-19: a 18 mesi dall’inizio dell’epidemia, per la prima volta medici e Istituzioni possono avvalersi di una serie di raccomandazioni che scaturiscono dall’analisi della letteratura scientifica internazionale sulle principali strategie terapeutiche”, afferma il prof. Matteo Bassetti, presidente SITA, ordinario di Malattie Infettive, Dipartimento di Scienza della Salute, Università degli Studi di Genova e direttore Clinica Malattie Infettive, Ospedale Policlinico San Martino IRCCS di Genova. “Le nostre due Società scientifiche hanno lavorato secondo una logica multidisciplinare – con il coinvolgimento di infettivologi, pneumologi, rianimatori e farmacologi – approccio fondamentale per la gestione di questa malattia e consolidato da tutte le strutture ospedaliere. Ora ci auguriamo che queste Linee guida possano essere tradotte come Linee Guida istituzionali dalle autorità sanitarie.”

Il documento di SITA e SIP risponde a 10 domande chiave sulla gestione del COVID-19 che abbracciano tutto il percorso di cura dei pazienti al di fuori delle terapie intensive, dalla scelta sull’invio in ospedale, alle terapie da somministrare a casa o in ospedale fino ai criteri per la dimissione dall’ospedale. “Questo documento è il frutto della collaborazione tra le nostre Società scientifiche e conferma il lavoro comune svolto in questi mesi da infettivologi e pneumologi sul campo, per contrastare l’emergenza Covid-19”, afferma Francesco Blasi, presidente SIP, professore di Medicina Respiratoria, Dipartimento di Fisiopatologia e Trapianti, Università degli Studi di Milano e direttore di Medicina Interna, Unità Respiratoria e Centro Fibrosi Cistica Adulta, Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano. “Le nostre Linee Guida si basano su una metodologia stringente che ha prodotto raccomandazioni facilmente leggibili per il loro peso relativo e che, oltre alla loro coerenza intrinseca, sono allineate con le indicazioni delle Istituzioni come Agenas e Ministero della Salute e risultano in linea con le conoscenze attuali e le indicazioni di altre Società scientifiche.”