COVID-19: durante l’emergenza, 15mila colonscopie in meno

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Covid-19 ha colpito in modo profondamente diverso le varie zone del nostro Paese, ma la risposta sanitaria è stata omogenea e immediata su tutto il territorio nazionale, con la sospensione delle attività ambulatoriali programmate e dei ricoveri non urgenti e in alcuni casi con la conversione dei reparti di gastroenterologia o del personale. AIGO ha condotto una ricerca su 175 centri di gastroenterologia ospedalieri italiani. I dati dello studio dimostrano che nella quasi totalità dei casi sono state garantite le emergenze endoscopiche (con il servizio di reperibilità h24) e le prestazioni ambulatoriali urgenti e prioritarie per i pazienti oncologici. Non è stato altresì possibile garantire altrettanto efficacemente le prestazioni programmate per i pazienti oncologici e le colonscopie di screening, che sono state sospese nel 40% delle strutture interpellate. È proprio quest’ultimo dato a destare preoccupazione.

“Effettuando un confronto su dati relativi al 2017, si può stimare che a causa dei due mesi di sospensione dell’attività di screening manchino all’appello circa 15mila colonscopie: tradotto in termini di patologia, ci sono oltre 500 cancri al colon e 3mila polipi non diagnosticati”; denuncia il dott. Fabio Monica, neo-Presidente Nazionale AIGO. Il miglioramento della situazione epidemiologica ha permesso la ripresa delle attività ambulatoriali e di endoscopia digestiva, imponendo però una rivoluzione non solo organizzativa ma anche strutturale delle sedi di lavoro: anamnesi telefonica, distanziamento degli appuntamenti, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e sanificazione dei locali. “La consapevolezza delle possibili conseguenze sulla salute gastroenterologica degli italiani ci impone di garantire una presa in carico immediata ed efficace dei percorsi oncologici, ivi compreso lo screening del cancro colorettale, sui quali non possiamo più permetterci ritardi”, aggiunge Monica. “Dobbiamo inoltre nel contempo recuperare tutte le prestazioni ambulatoriali ordinarie annullate nei mesi precedenti, riprogrammando le agende con tempistiche compatibili con appropriatezza e sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari. Diventa quindi indispensabile che la nuova progettualità e le nuove risorse per il SSN, promesse dalle istituzioni nei mesi della pandemia, trovino quanto prima la loro applicazione.”

I dati della survey sono stati affrontati nel corso della assemblea ordinaria dei soci AIGO, organizzata su piattaforma online, anche allo scopo di procedere alle elezioni per il rinnovo delle cariche istituzionali, originariamente programmate ad aprile scorso. Nell’occasione, il dott. Fabio Monica, Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva di Trieste, è il nuovo Presidente Nazionale AIGO, succedendo al dott. Giuseppe Milazzo. Nel ruolo di Presidente Eletto, nominato il dott. Marco Soncini, Direttore del Dipartimento Medico e della UOC di Medicina Generale della ASST di Lecco.