Covid-19. Accertamenti dell’ISS sul caso di variante brasiliana

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L’Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento Malattie Infettive, è in attesa del campione proveniente da Varese per poter completare la sequenza dell’intero genoma al fine di confermare che si tratti della cosiddetta “variante brasiliana” come emerso dalle prime analisi. Presso ISS verrà eseguita anche la coltivazione del ceppo virale. L’individuazione è avvenuta presso il Laboratorio di Microbiologia, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese e l’Ats Insumbria. Il virus è stato isolato in una persona di rientro dal Brasile sottoposta a tampone e screening genetico per la ricerca di varianti di SARS-CoV-2.

In caso di conferma, si tratterebbe del primo ritrovamento in Italia, che ISS provvederà a depositare nella piattaforma genomica dedicata a SARS-CoV-2 per una condivisione internazionale. Il caso evidenzia l’attività di screening e sorveglianza, in particolare per la ricerca delle varianti, che potrebbero aumentare il rischio di reinfezione. Un’infermiera brasiliana 45enne si è ammalata con la nuova variante a ottobre, 5 mesi dopo essersi ripresa da una precedente infezione Covid causata da un ceppo più vecchio; nella seconda infezione i sintomi della donna sono peggiorati.