I costi della salute del cuore in Europa e in Italia

1350

Con il 45% dei decessi in Europa dovuti a Malattie Cardiovascolari (CVD), è imperativo e urgente l’impegno di ciascuno di noi in una lotta per la salute dei singoli cittadini e di ciascun Paese dell’Unione Europea: ogni anno le malattie cardiovascolari costano all’UE 210 miliardi di euro! Cifre ufficiali che presentano costi enormi e insostenibili, a fronte di malattie che sarebbero in gran parte prevenibili. Le malattie cardiovascolari colpiscono il doppio dei tumori, ma possono essere evitate in un caso su tre: non con esami costosi e impegnativi o invasivi, ma con intelligenza e forza di volontà.

Nonostante una graduale tendenza al cambiamento di abitudini e stili di vita e l’instancabile lavoro delle organizzazioni e associazioni non governative che confluiscono in European Heart Network di cui ALT Onlus – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – è rappresentante in Italia dal 1995, il numero assoluto di casi di malattie cardiovascolari nel corso degli ultimi 25 anni è aumentato, quindi, anche se abbiamo fatto tanto, c’è ancora molto lavoro da fare.

I dati pubblicati mostrano una forte disomogeneità tra i Paesi: in Italia, 148 persone su 100.000 casi muoiono a causa di Cardiopatia Ischemica, ma il numero è molto più elevato nelle regioni dell’Est Europa. In Ungheria le morti sono 479/100.000 casi; in Lettonia 584 e in Lituania fino a 700 decessi. Le malattie cardiovascolari si confermano la principale causa di morte soprattutto per le donne. Occorre cogliere le occasioni per capire, imparare, ascoltare e mettere in pratica. Ictus e Infarto sono due nemici molto simili, uno colpisce il cervello, l’altro il cuore: nemici dell’uomo e della donna, in modo diverso, ma ugualmente evitabili. L’impegno è non soltanto rivolto alla nostra salute ma anche alla condivisione e alla creazione di sinergie per rendere il beneficio della corretta informazione e della ricerca l’uno il potenziamento dell’altra. Inoltre, le malattie cardiovascolari si possono prevenire e evitare grazie alla maggiore consapevolezza del ruolo che l’alimentazione gioca nella salute cardiovascolare. Negli ultimi tre decenni il consumo di frutta e verdura è considerevolmente aumentato in Europa. Parallelamente, i livelli di colesterolo nel sangue sono diminuiti, così come il consumo medio di alcol. Purtroppo c’è ancora un ampio margine di miglioramento per l’abitudine al fumo che, per quanto significativamente diminuita, continua a rappresentare un problema di salute pubblica e una causa rilevante per le malattie cardiovascolari. L’alimentazione e la scelta delle abitudini alimentari sono e restano elementi chiave nella lotta contro le Malattie Cardiovascolari. L’obesità infantile è in drammatico aumento proprio a causa delle scorrette abitudini alimentari con eccesso di consumo quotidiano di grassi e “cibi spazzatura”.

“Ogni bambino nato nel nuovo millennio ha diritto di vivere almeno fino a 65 anni senza soffrire di malattie cardiovascolari evitabili. Ictus cerebrale e Infarto del miocardio possono essere evitati almeno in un caso su tre”, dichiara Lidia Rota Vender, presidente di ALT. “A noi il compito di informarci e mettere in pratica le informazioni per vincere la battaglia contro le malattie cardio e cerebro vascolari da Trombosi. Uomini e donne devono fare squadra, impegnandosi in prima persona. Una lotta che tutti noi possiamo vincere: a casa, sul lavoro e ovunque nella nostra vita quotidiana. E che deve partire da ognuno di noi! Perché nessuno oggi può dire… io no.”