Corruzione, sprechi e inefficienze aumentano la spesa sanitaria di 23 miliardi

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Nel nostro paese corruzione e frode, insieme a sprechi e inefficienze, sottraggano risorse ai servizi assistenziali per un totale di circa 23 miliardi di euro, pari al 20% del totale delle spese sanitarie sostenute annualmente (equivalente a 110 miliardi). In questo scenario, e alla luce del nuovo Piano Nazionale Anticorruzione, diventa prioritario contribuire a sviluppare una maggiore consapevolezza etica nel professionista della salute al fine di assicurare servizi assistenziali di qualità in un’ottica di appropriatezza, sostenibilità e trasparenza. Fondamentale nell’area diabete che rappresenta una delle patologie croniche più diffuse al mondo – in Italia si contano 4 milioni di pazienti – e che ha pesanti ricadute non solo in termini economici, ma anche sociali e personali.

L’etica professionale, con un focus sull’area diabetologica, e i meccanismi di applicazione della deontologia nelle organizzazioni sanitarie sono stati i temi al centro del Convegno recentemente svoltosi a Roma presso l’Auditorium Gen. Cosimo Piccinno del Ministero della Salute, dal titolo “L’Etica nella Professione e nelle Organizzazioni”, organizzato dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD), che ha visto la partecipazione dei massimi esperti di etica in ambito sanitario.

“Nel nostro sistema sanitario non è possibile isolare il fenomeno della corruzione da quello dell’inadeguata gestione organizzativa e degli sprechi, che si traducono in risorse sottratte ai servizi sanitari. In particolare le attività di prevenzione nell’area del diabete, fondamentali per evitare il dilagare di questa vera e propria epidemia”, commenta Maria Franca Mulas, coordinatrice del Gruppo Diabetologia Misurata, AMD. “Un comportamento etico si concretizza proprio nelle scelte operate quotidianamente, ad esempio nella scelta del farmaco più appropriato, nel rapporto con le aziende, con le organizzazioni e con gli altri operatori. Come operatori abbiamo la responsabilità di crescere professionalmente al fine di prevenire comportamenti che, a causa di un certo grado di inconsapevolezza e inerzia, contribuiscono a quelle storture e inefficienze del sistema che ben conosciamo.”

Secondo il Transparency International Italia – associazione contro la corruzione – il problema di tale illegittimità è determinato da fattori quali l’asimmetria informativa (la mancata comunicazione trasparente tra pazienti, operatori, aziende produttrici e ufficiali responsabili della spesa), la grande complessità del sistema sanitario (difficoltà e analisi di raccolta delle informazioni, di sviluppo della trasparenza, di prevenzione della corruzione), l’incertezza del mercato della sanità (difficoltà per i decisori policymakers di prevedere la diffusione di malattie per allocare risorse comprendere i costi e l’efficacia delle cure). Si stima infatti che il tasso medio di corruzione e frode in sanità sia del 5,59%, con un intervallo che varia tra il 3,29 e il 10%. Per la sanità italiana, che vale circa 110 miliardi di euro annui, questo si tradurrebbe in circa 6 miliardi di euro sottratti ai servizi assistenziali. Se a questi si aggiungono i costi di sprechi e inefficienze, il conto salirebbe a oltre 23 miliardi di euro.

“Acquisita la distanza esistente tra l’ambiente sanitario descritto e la necessità di un’assistenza più appropriata e sostenibile, AMD si sta adoperando per rendere più trasparenti i comportamenti professionali dei propri iscritti, iniziando con attività dedicate all’educazione alla legalità e alla consapevolezza etica dell’agire professionale”, dichiara Nicoletta Musacchio, Presidente Nazionale AMD. “Arrivando poi a fornire strumenti funzionali nel guidare sia le scelte tecniche, sia le relazioni con il paziente, i rapporti tra operatori e con le organizzazioni sanitarie, le aziende e le istituzioni, anche alla luce del nuovo Piano Nazionale Anticorruzione 2016, di recente approvazione, che richiede agli ordini professionali un sempre maggiore impegno in termini di formazione e controllo.”

AMD, grazie a iniziative di tipo formativo e percorsi di aggiornamento teorico-pratico, si propone di supportare e rendere realizzabili e efficaci alcune delle proposte identificate nel report “Corruzione e Sprechi in Sanità, 2013” quali:

* Favorire la risoluzione della asimmetria informativa che espone al rischio corruzione il cittadino debole e poco informato rispetto al medico che agisce in sua vece, rispetto al Ssn, determinando la domanda e l’offerta;
* Promuovere l’etica tra i medici e lo staff;
* Aumentare l’efficienza e intensificare i controlli sull’attività dei medici e lo staff;
* Pubblicare indicatori di attività e risultato dei medici e dei dirigenti per rendere trasparente l’uso delle risorse pubbliche;
* Sostenere il whistleblowing.

L’etica è oggi quindi l’unico strumento davvero efficace nella gestione di processi complessi e non può più essere circoscritta all’indirizzo della pratica medica, fermo restando che le decisioni del singolo professionista possono orientare in modo determinante non solo le performance aziendali, ma anche e soprattutto i servizi e le tutele offerte al cittadino. Occorrerà però tempo perché la struttura dei sistemi sanitari acquisisca maturità, sufficiente per esprimere autonomamente una cultura etica in grado di guidare l’operatività concreta.