Coronavirus. Trasmissione in Italia per tutti i casi ad eccezione dei primi 3. I dati ufficiali

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Ieri le misure più rigide per aver dichiarato “zona protetta” tutta l’Italia, ma perché i numeri dell’infezione invertano la tendenza occorrono settimane. I dati ufficiali dell’infezione Sars-Cov-2 diffusi in serata sono dunque sempre allarmanti: 10.149 i contagiati totali, 529 più di ieri (ma la stima sembra essere in difetto, mancando i dati reali della Lombardia); sale anche il bilancio dei decessi che arrivano a 631, ovvero 168 in più rispetto a lunedì; per contro, i guariti sarebbero 1.004. I malati in Italia sarebbero quindi 8.514.

La trasmissione dell’infezione da Sars-Cov-2 è avvenuta in Italia per tutti i casi, fatta eccezione per i primi tre pazienti segnalati dalla regione Lazio, che si sono verosimilmente infettati in Cina; è stata poi segnalata dalla regione Lombardia una persona di nazionalità iraniana, senza che tuttavia sia stato indicato dove possa essere avvenuto il contagio, anche se è probabile che il soggetto abbia contratto il virus in Iran. Lo suggerisce l’indagine epidemiologica condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, contenuta nell’approfondimento che verrà pubblicato il martedì e il venerdì sul sito Epicentro: “Attualmente – si legge nel documento basato sulla situazione alle ore 10 del 9 marzo 2020 – non è possibile ricostruire, per tutti i pazienti, la catena di trasmissione dell’infezione. La maggior parte dei casi segnalati in Italia riportano un collegamento epidemiologico con altri casi diagnosticati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le zone più colpite dall’epidemia”.

“Lo stato clinico è disponibile solo per 2.539 casi, di cui 518 (9,8%) asintomatici; 270 (5,1%) pauci-sintomatici; 1.622 (30,7%) con sintomi per cui non viene specificato il livello di gravità; 1.593 (30,1%) con sintomi lievi; 297 (5,6%) con sintomi severi; 985 (18,6%) critici. Il 21% dei casi risulta ospedalizzato, e tra quelli di cui si conosce il reparto di ricovero (1.545) il 12% risulta in terapia intensiva. L’età mediana è di 69 anni (0-18 anni: 0%; 19-50 anni: 10%; 51-70 anni: 46%; >70 anni: 44%).”

“L’indagine – sottolinea il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – rileva una percentuale significativa di casi sotto i 30 anni, un dato che conferma quanto questa fascia di età sia cruciale nella trasmissione del virus.”