Coronavirus, SIMA: “Puntare su test sierologici rapidi”

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Secondo i medici della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), in questa fase di recrudescenza epidemica post-lockdown, è assolutamente prioritario testare il maggior numero possibile di persone. E i test diagnostici rapidi, nei fatti, rappresentano uno strumento epidemiologico fondamentale e economicamente accessibile, almeno in sottogruppi di popolazione particolarmente numerosi – come i lavoratori di ogni tipologia di settore e in particolare per il comparto scuola – talmente numerosi da non poter essere tutti periodicamente sottoposti ai tamponi diagnostici (come è invece possibile e doveroso fare per i dipendenti del servizio sanitario e delle RSA private).

“Per riuscire a tracciare al meglio la popolazione a rischio e contenere di conseguenza la diffusione del Covid, si dovrebbe puntare sull’utilizzo dei test sierologici rapidi (quelli eseguibili da chiunque su una goccia di sangue estratta col pungidito, tanto per intenderci)”, afferma il prof. Alessandro Miani, Presidente SIMA. “Il Commissario Arcuri del resto già prima dell’estate ne ha ‘sdoganato’ l’uso, bandendo una gara d’acquisto per 2milioni di test in vista della riapertura delle scuole, a beneficio di tutti i docenti e mi auguro anche per gli studenti. Non c’è alcun motivo – aggiunge Miani – per non consentire ai cittadini italiani di poter ritirare in farmacia, in caso di fornitura da parte della ASL come previsto ad esempio per tutti i docenti, oppure di acquistare liberamente test diagnostici rapidi pronti per l’utilizzo a domicilio in autodiagnosi, come avviene normalmente per la rilevazione della glicemia col pungidito da parte degli oltre 400milioni di diabetici presenti nel mondo.”

L’invito di SIMA al Governo è quindi quello di consentire la distribuzione dei test sierologici rapidi nelle farmacie, sia quelli già acquistati dalle ASL e destinati ai docenti (ma in questi giorni si parla anche degli studenti) che non riescono ancora a essere eseguiti per una diffusa ostilità da parte dei medici di famiglia, sia liberalizzando la possibilità di acquisto informato per l’autodiagnosi come avviene per i glucometri.