Coronavirus e pericolo contagio con cellulare, auricolari e acqua potabile. I chiarimenti dell’ISS

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L’Istituto Superiore di Sanità ha redatto alcuni chiarimenti relativi alla trasmissione del Sars-CoV-2 su superfici come telefonino, auricolari, microfoni, nell’acqua potabile, fino al sistema di depurazione delle acque. Ecco di seguito i suggerimenti:

 

 

 

NON AVER PAURA DI UTILIZZARE IL TUO TELEFONO CELLULARE, GLI AURICOLARI O UN MICROFONO PERCHÉ

  • Il virus può penetrare se entra direttamente in contatto con le mucose del naso, della bocca e degli occhi;
  • Disinfetta sempre gli oggetti che usi con un panno inumidito con prodotti a base di alcol, acqua ossigenata o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). Queste sostanze sono efficaci contro il virus;
  • Lavati bene le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con un gel a base di alcol al 60% in particolare dopo aver toccato oggetti sporchi. Il lavaggio delle mani elimina il virus e previene l’infezione. Il possibile rischio infatti non deriva dal contatto con gli oggetti ma dalla possibile contaminazione delle mani che poi vengono a contatto con le mucose.

NON AVER PAURA DI BERE L’ACQUA DEL RUBINETTO PERCHÉ

  • Le acque di rubinetto sono sicure rispetto ai rischi di trasmissione della COVID-19 e non sussistono motivi di carattere sanitario che debbano indurre i consumatori a ricorrere ad acque imbottigliate o bevande diverse;
  • Le correnti pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento del virus, dati i tempi di ritenzione e i fenomeni di diluizione che caratterizzano i trattamenti, uniti a condizioni ambientali che pregiudicano la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati); la fase finale di disinfezione consente inoltre di ottimizzare le condizioni di rimozione integrale dei virus prima che le acque depurate siano rilasciate in ambiente;
  • Allo stato attuale non risultano evidenze di trasmissione della malattia da Sars-CoV-2 a livello di sistemi fognari e trattamento delle acque reflue e non si hanno evidenze di infezione, né per il nuovo Coronavirus né per altri Coronavirus, nel personale esposto professionalmente a reflui, adottando gli ordinari dispositivi di protezione individuale e le correnti norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.