Convegno Diabete 2025, Gemmato: “Il farmaco deve raggiungere il cittadino, non il contrario”

Si è svolto a Roma, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, che ricorre il 14 novembre 2025, il convegno Diabete 2025 - Innovazione, Integrazione, Nuovi Orizzonti di Prevenzione e Cura, promosso dall’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, in collaborazione con Nuove Reti e Boston Consulting Group BCG. Introdotto dal presidente dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, Lorenzo Borghese, l’incontro ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, del mondo clinico e accademico, Società scientifiche, Industria e Associazioni di pazienti per un confronto sulla gestione del diabete e delle malattie metaboliche.

Obiettivo del convegno, sottolinea la moderatrice, Annalisa Manduca, giornalista, è stato offrire una visione multidisciplinare e del percorso del paziente diabetico, in un contesto sanitario in profonda trasformazione, in cui innovazione e prossimità divengono fondamentali per migliorare la qualità delle cure e la sostenibilità del sistema. Ad aprire il convegno, Antonio Aurigemma, presidente del Consiglio Regionale del Lazio, e Paolo Trancassini, questore della Camera dei Deputati. “Vogliamo che sia il farmaco a raggiungere il cittadino, ovunque esso risieda, e non viceversa”, dichiara il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. “La parola chiave di una Sanità efficace e moderna è prossimità: oggi molti medicinali fondamentali per i pazienti cronici vengono distribuiti nelle Farmacie Ospedaliere, notoriamente presenti nei Centri urbani più grandi e con orari di apertura limitati; o attraverso la distribuzione per conto, che prevede un doppio passaggio in Farmacia per il cittadino. Con la riclassificazione delle gliptine nel 2024 e delle gliflozine quest’anno, vogliamo rendere la cura più vicina ai 3milioni di diabetici italiani e sollevarli dal carico sociale. Grazie all’eliminazione dei Piani Terapeutici, poi, viene favorita una sburocratizzazione a vantaggio dei Medici – afferma ancora – e più in generale una continuità terapeutica che si traduce in maggior salute per i pazienti e minore impatto economico per il Servizio Sanitario Nazionale.”

“Abbiamo una popolazione che invecchia, una natalità ai minimi storici e un Sistema Sanitario che, pur con un finanziamento record di 7,3miliardi di euro, superiore persino al periodo Covid, rischia di non reggere se non investiamo sulla sostenibilità e sulla prevenzione”, continua Gemmato. “Il diabete è una delle patologie croniche non trasmissibili che più impatta sulla vita dei cittadini e sulla spesa pubblica; investire nella sua gestione preventiva significa risparmiare ricoveri e sofferenze future.”

“Il Disegno di Legge sull’Obesità, che riconosce la patologia come malattia cronica nei LEA, è un passo avanti per un vero programma nazionale di prevenzione e cura”, dichiara ancora Gemmato. “Dobbiamo evitare che un paziente obeso diventi diabetico, non solo in termini di salute, ma anche per la sostenibilità del sistema. Disponiamo di farmaci innovativi e molto efficaci, che però vengono erogati a chi è già diabetico. È un errore logico: dobbiamo spostare l’intervento prima, sull’obesità, per prevenire il diabete. Stiamo lavorando a un Testo Unico della Legislazione Farmaceutica, per mettere ordine in un settore ancora regolato da norme degli anni ’30.”

“Nel mondo oggi ci sono circa 589milioni di persone con diabete, e la proiezione parla di 850milioni nei prossimi 20 anni”, afferma il prof. Nicola Napoli, ordinario di Endocrinologia presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. “È una crescita drammatica, trainata dai Paesi in via di sviluppo, ma che riguarda da vicino anche noi, perché le conseguenze di questi squilibri globali arrivano dentro i nostri confini. Il diabete non è più una malattia confinata a un’area del mondo. È un fenomeno planetario, che si muove con i flussi migratori e le trasformazioni sociali, e che richiede una visione di salute pubblica globale. L’Italia oggi ha il più alto tasso di obesità infantile e adolescenziale d’Europa, con un picco nel Sud. È un dato allarmante, perché i bambini che ingrassano a 3 o 4 anni raramente tornano a un peso normale da adulti. Le spiagge del Sud Italia raccontano più di mille statistiche: famiglie intere con problemi di obesità. È da lì che parte la vera emergenza, perché quei bambini sono i diabetici di domani. Se c’è un momento in cui intervenire, è quello: l’età pediatrica”, ribadisce. “È lì che possiamo davvero cambiare il destino di una generazione.”