Innovazione e ricerca per il trattamento dell’epilessia

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L’epilessia è una delle patologie neurologiche più diffuse che interessa tutte le età della vita e in maniera globale sia i Paesi sviluppati sia quelli in via di sviluppo, coinvolgendo circa 50-70milioni, di persone nel mondo di cui 500mila solo in Italia. Questo disordine è più frequente in età infantile ed avanzata e può quindi interferire con le normali attività in epoche cruciali della vita. La condizione clinica ha di fatto un impatto socio-economico enorme e una corretta gestione diagnostico-terapeutica è in grado di migliorare notevolmente tutti gli outcome di salute e benessere per il paziente e può minimizzare l’impatto dell’epilessia sulle attività scolastiche/formative, sociali, lavorative, affettive e ricreative. Circa 2/3 dei soggetti affetti da epilessia ottengono infatti un discreto controllo delle manifestazioni mediante farmaci antiepilettici. Negli ultimi 15-20 anni il numero dei farmaci disponibili è notevolmente aumentato, ma circa il 30% dei pazienti presenta ancora oggi crisi non completamente controllate dalla terapia e oltre il 30% delle persone con
epilessia soffre di forme farmaco-resistenti. Ricerca e innovazione rivestono dunque un ruolo cruciale per poter garantire un ulteriore avanzamento nella comprensione e nella gestione delle diverse forme di epilessia.

Di innovazione e d altri temi legati al mondo dell’epilessia si è parlato durante Bright Connections, convegno organizzato da UCB con l’obiettivo di fare luce sulla patologia e sulle opzioni di trattamento disponibili approfondendo l’apporto dell’innovazione in senso assoluto, tecnologico e sanitario. L’evento è stato anche un’occasione di confronto tra clinici a livello nazionale e internazionale per aumentare la conoscenza e la consapevolezza delle recenti acquisizioni in epilessia e degli ultimi dati relativi ai più recenti farmaci anticrisi. La pandemia da Covid ha fatto emergere, a questo proposito, in modo sempre più netto la necessità di introdurre la telemedicina nella gestione dell’epilessia, a patto di avere trattamenti che rispondano a caratteristiche di semplicità, rapidità e sicurezza e risultino quindi maggiormente appropriati per un utilizzo in telemedicina. Inoltre, le televisite potrebbero essere uno strumento prezioso per effettuare le visite di controllo, quindi per monitorare l’andamento delle crisi, valutare gli eventi avversi dei farmaci, effettuare modifiche terapeutiche. Infine, essendo l’epilessia una patologia imprevedibile, essa necessita anche della possibilità di un’auto-gestione da parte del paziente che preveda, per esempio, un auto-monitoraggio attivo con diari elettronici sui vari device come smartphone, tablet o pc, e un monitoraggio passivo con dispositivi indossabili automatizzati per rilevare le crisi. In tale prospettiva viene sviluppata la piattaforma digitale di Nile, società di e-health di cui UCB è recentemente diventata azionista di maggioranza. Questa consiste in un’App che permette ai soggetti con epilessia di essere costantemente connessi con il proprio gruppo di cura, attenuando la sensazione di incertezza che l’imprevedibilità della malattia tende a generare; presente inoltre un portale per gli operatori sanitari, attraverso il quale avere una visione complessiva e immediata della situazione di ciascuna persona in cura.