Conosciamo l’osteoporosi

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L’osteoporosi è caratterizzata dalla riduzione della resistenza ossea e conseguentemente da rischio di aumentato di fratture ovvero di rottura delle ossa. In Italia colpisce circa 4 milioni di donne, specialmente in menopausa, e 800.000 uomini; le proiezioni per i prossimi anni la confermano essere una patologia emergente a elevato impatto sociale (in termini di qualità della vita e costi sociali) a causa del progressivo e costante invecchiamento della popolazione. Si stima che ogni anno si verifichino circa 155.000 fratture vertebrali; 85.000 fratture di polso e 36.000 fratture di piede/caviglia. Le fratture di femore affliggono invece quasi 84.000 anziani, con un incremento che negli ultimi 5 anni procede al ritmo di circa 13.000 casi/anno, generando annualmente oltre 100.000 ricoveri.

Le fratture osteoporotiche sono considerate una delle principali cause della drammatica riduzione della qualità della vita degli anziani e sono decisamente rilevanti sul piano clinico, sia per l’impegno sintomatologico della fase acuta sia per le sequele a cui si associano. Lo scadimento generale della qualità di vita (disabilità e perdita dell’autonomia) e la necessità di assistenza rappresentano le conseguenze più frequenti, seppur in percentuali variabili in funzione dell’età del paziente. Molto importante è anche il dato di mortalità che segue alla frattura che, nel caso di interessamento del femore, può raggiungere valori anche del 20% a un anno dall’evento.