Congresso SIR Campania 2026. “Cellule Car-T rivoluzionano la cura delle malattie reumatologiche”

“Una terapia già usata con successo contro alcuni tumori del sangue sta aprendo una strada innovativa per curare le malattie reumatologiche autoimmuni più gravi, che non rispondono alle terapie attuali. Si chiama terapia CAR-T, o chimeric antigen receptor T cells; il suo bersaglio sono le cellule del sistema immunitario, in particolare i linfociti B, che attaccano il corpo del paziente per errore. Eliminandole, si dà la possibilità al sistema immunitario di ‘resettarsi’ e, invece di arginare o bloccare gli effetti della malattia autoimmune, si permette la ricostituzione di un equilibrio immunologico sano”, dichiara Enrico Tirri, direttore dell’U.O. di Reumatologia dell’Ospedale del Mare di Napoli, delegato regionale per la Campania della Società Italiana di Reumatologia SIR, consigliere nazionale della Fondazione Italiana Ricerca in Reumatologia FIRA, in vista del Congresso della SIR Campania 2026, di cui è responsabile scientifico.

Al centro del convegno, in programma l’11 e 12 settembre a Napoli, la rivoluzione delle terapie CAR-T e temi quali l’approccio multidisciplinare alle patologie reumatologiche (molte delle quali sono sistemiche), l’interazione tra Ospedale e territorio, la diffusione delle Case di Comunità per la cura delle malattie non in fase acuta. Tra gli ospiti del Congresso, il presidente della Società Italiana di Reumatologia SIR, Andrea Doria, e Paola Rogliani, presidente della Società Italiana di Pneumologia SIP, per un confronto sull’interessamento polmonare delle malattie reumatologiche.

TERAPIA CAR-T E ARTRITE REUMATOIDE GRAVE REFRATTARIA

Nelle malattie autoimmuni, il sistema di difesa del corpo attacca per errore organi e tessuti. L’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica e alcune forme di vasculite ne sono un esempio. Le patologie reumatologiche in Italia colpiscono circa 5milioni di persone; nei casi più gravi, possono danneggiare seriamente, ad esempio, articolazioni, cuore, reni, polmoni, cute. Le cure attuali sia con i farmaci tradizionali (methotrexate, idrossiclorochina, salazopirina, leflunomide, etc.) sia con quelli più innovativi come i farmaci biotecnologici e le small molecules (JAKi), ad oggi, si sono dimostrati efficaci e sicuri nella maggior parte dei pazienti. Nell’artrite reumatoide grave, 1 paziente su 3 non risponde invece in modo adeguato alla terapia convenzionale: “La terapia CAR-T consiste nel prelevare dal sangue del paziente le cellule del sistema immunitario e ‘istruirle’ in laboratorio a riconoscere e colpire un bersaglio preciso”, spiega Tirri. “Le cellule vengono poi reinfuse nel paziente per andare a colpire e distruggere le cellule del sistema immunitario che attaccano il corpo erroneamente. Una volta distrutte queste ultime, il sistema immunitario è completamente ‘libero’ dalle cellule responsabili dell’aggressione favorendo la remissione della patologia.”

LA PRIMA PAZIENTE ADULTA CURATA IN ITALIA CON LE CAR-T

Il 24 dicembre 2025, una paziente adulta con una grave forma di sclerosi sistemica, rara malattia reumatologica, è stata curata per la prima volta in Italia con questa terapia. È avvenuto nell’ambito dello studio Catarsis, condotto da Fondazione Policlinico Gemelli e Ospedale Bambino Gesù di Roma con il sostegno del Ministero della Salute, che prevede di trattare 8 pazienti adulti con gravi malattie autoimmuni seguendoli per 2 anni. Gli stessi Centri avevano già curato 5 bambini con lupus eritematoso sistemico grave e dermatomiosite, oggi tutti in remissione senza più bisogno di farmaci immunosoppressori. Nel mondo sono circa 50 i pazienti reumatologici trattati finora, soprattutto in Germania dal gruppo del prof. Georg Schett, dell’Università di Erlangen-Norimberga, che è stato il primo a usare questa terapia; i risultati sono stati pubblicati su The Lancet, Nature Medicine, New England Journal of Medicine. Oggi il prof. Schett coordina anche lo studio Castle, considerato il “gemello” del Catarsis italiano.

Un approccio più recente punta non ad eliminare le cellule immunitarie ma a “rieducarle”, usando le cellule regolatorie CAR-Treg, il cui ruolo – la ricerca scientifica è stata premiata con il Nobel per la Medicina nel 2025 – è proprio quello di modulare le reazioni immunitarie fuori controllo spegnendo i segnali infiammatori, favorendo la risoluzione dell’infiammazione e ristabilendo una condizione immunologica di tolleranza. Il recente studio Trial Compare, condotto su 6 pazienti con artrite reumatoide grave, mostra risultati incoraggianti: il 67% ha ridotto di almeno metà le articolazioni infiammate e l’83% ha mostrato miglioramenti clinici già dopo poche settimane; dopo 12 mesi di follow-up, 3 pazienti hanno raggiunto la remissione completa di malattia, libera da farmaci. “I risultati dovranno essere confermati su un numero più ampio di pazienti e in un periodo di osservazione più lungo”, dichiara Tirri. “Noi specialisti invitiamo alla prudenza, anche perché il tempo di osservazione è breve, i costi sono elevati e la terapia richiede Ospedali altamente specializzati. Ma per i pazienti più gravi, che oggi non hanno alternative terapeutiche efficaci, rappresenta una speranza concreta, aprendo nuove frontiere nella cura delle malattie reumatologiche autoimmuni gravi.”