
Presentati al Congresso Floretina 2025 i nuovi dati clinici su aflibercept 8 mg, farmaco indicato per il trattamento della degenerazione maculare legata all’età nAMD e dell’edema maculare diabetico DME. Nello studio osservazionale Spectrum, che ha incluso oltre 3.400 pazienti in più di 18 Paesi, e dei Registri americani Iris e Vestrum, con più di 59mila pazienti trattati, i dati confermano che aflibercept 8 mg è efficace non solo nei pazienti naïve, ma anche in quelli precedentemente trattati con altri anti-VEGF. “Estendere gli intervalli tra le iniezioni è particolarmente vantaggioso poiché riduce il numero di trattamenti necessari, migliorando l’aderenza alla terapia e riducendo l’onere per i pazienti e per le Strutture sanitarie”, dichiara il prof. Paolo Lanzetta, ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Udine, direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Udine, moderatore del simposio. “I risultati confermano non solo l’efficacia clinica di aflibercept 8 mg, ma anche la sua sostenibilità a lungo termine, ottimizzando la gestione della malattia e migliorando la qualità della vita dei pazienti.”
Le evidenze presentate al Congresso mostrano che oltre il 60% dei pazienti interrompe il follow-up entro 5 anni, con tassi di non aderenza che oscillano tra il 32 e il 95%. Gli studi clinici più recenti, come Pulsar e Photon, dimostrano che aflibercept 8 mg consente di estendere gli intervalli di trattamento fino a 24 settimane, riducendo il numero di iniezioni annuali senza compromettere l’efficacia. Tale approccio può migliorare l’aderenza, ridurre il carico per i pazienti e ottimizzare le risorse sanitarie, rispondendo così a una delle principali sfide del trattamento delle patologie oculari croniche. In questo contesto, aflibercept 8 mg rappresenta un progresso nel trattamento della nAMD e si configura anche come una scelta di valore dal punto di vista economico, contribuendo alla sostenibilità del sistema sanitario nel lungo periodo.












