
Presentati al LXVII Congresso Annuale della Società Americana di Ematologia ASH 2025, recentemente conclusosi a Orlando, USA, i dati di follow-up a 3 anni dello studio pivotale di fase III Starglo su glofitamab nel linfoma diffuso a grandi cellule B DLBCL e i dati dello studio Celestimo, riguardanti l’impiego di mosunetuzumab in linee di trattamento più precoci per i pazienti affetti da linfoma follicolare. Lo studio Starglo, dopo un follow-up mediano di 35,1 mesi, conferma il dato di sopravvivenza globale OS raddoppiato per i pazienti trattati con glofitamab in combinazione con gemcitabina e oxaliplatino rispetto a rituximab più gemcitabina.
“Grazie ai risultati a 3 anni, si osserva un appiattimento della curva di sopravvivenza globale, il che suggerisce che la combinazione con glofitamab può offrire una possibilità di cura per i pazienti con DLBCL recidivato/refrattario trattati con glofitamab-GemOx”, dichiara Jeremy Abramson, MD, direttore del Jon and Jo Ann Hagler Center for Lymphoma presso il Mass General Brigham Cancer Institute, USA, e principal investigator dello studio Starglo. “Questi dati continuano a sottolineare il significativo beneficio di glofitamab più gemcitabina e oxaliplatino per i pazienti dopo la prima recidiva, momento nel quale avere un trattamento rapido ed efficace è fondamentale, data la natura aggressiva di questa malattia.”
“Prolungando la sopravvivenza, questa combinazione pronta all’uso può offrire alle persone affette da DLBCL recidivato o refrattario la remissione a lungo termine, che può significare la possibilità di trascorrere più tempo senza segni di malattia o senza la necessità di ricorrere ad una terapia continuativa”, afferma Levi Garraway, MD, PhD, chief medical officer e head of Global Product Development di Roche. Sullo studio Celestimo, i dati presentati a ASH 2025 sottolineano il potenziale di mosunetuzumab per i pazienti con linfoma follicolare in terza linea o linee successive. Un potenziale che risulta ancora più evidente nei regimi che includono l’utilizzo di 2 farmaci in combinazione, offrendo il vantaggio di erogare il trattamento in un setting ambulatoriale mantenendo un’efficacia duratura.”
















