Con:Tatto, nuovo progetto per accompagnare le famiglie dopo la Terapia Intensiva Neonatale TIN

Al via Con:Tatto, il nuovo progetto di ricerca promosso dal Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e dell’IRCCS Fondazione Mondino, con il contributo non condizionante di Chiesi Italia, che si propone di accompagnare i neogenitori nella delicata transizione dalla Terapia Intensiva Neonatale TIN al rientro a casa. L’iniziativa si avvale della collaborazione di Vivere Onlus e del patrocinio della Società Italiana di Neonatologia SIN.

Ogni anno in Italia oltre 23mila bambini nascono pretermine e trascorrono le prime settimane o i primi mesi di vita in Terapia Intensiva Neonatale. Se durante il ricovero i genitori possono contare su équipe specializzate e su un ambiente altamente protetto, il momento della dimissione rappresenta spesso una fase di forte vulnerabilità: il ritorno a casa, pur desiderato, può essere accompagnato da incertezze, timori e senso di solitudine. È proprio su questo passaggio cruciale che si concentra Con:Tatto, con l’obiettivo di dare voce ai genitori e produrre conoscenze utili a orientare pratiche cliniche, formazione e politiche di supporto. Il progetto prevede una survey nazionale rivolta ai genitori, pensata per raccogliere dati sui bisogni, sulle paure e sulle risorse percepite in questa fase delicata. Accanto alla ricerca quantitativa, sono previste azioni di divulgazione e formazione: una serie di podcast per raccontare la realtà della prematurità ai cittadini e webinar formativi rivolti a Medici e professionisti sanitari che lavorano con genitori e neonati.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha evidenziato con sempre maggiore chiarezza quanto il coinvolgimento dei genitori durante e dopo la TIN sia un fattore chiave non solo per il benessere emotivo della famiglia, ma anche per gli esiti di salute e sviluppo del neonato. La relazione precoce, il contatto, la partecipazione alle cure non sono elementi accessori, ma parte integrante del percorso di cura.

L’attività di ricerca del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo presso Università di Pavia e IRCCS Fondazione Mondino ha mostrato negli anni come la genitorialità sia un fattore protettivo importante anche quando i neonati vivono situazioni di rischio o sfide importanti nei primi mesi di vita, proprio come nel caso della nascita pretermine: “Siamo convinti che quando la ricerca scientifica si esaurisce entro i muri dell’Università di essere depotenziata e parziale”, dichiara Livio Provenzi, professore associato presso il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento, direttore del Developmental Psychobiology DPB Lab. “Vogliamo produrre evidenze che diventino un linguaggio sociale, per portare l’attenzione su un momento che spesso resta ai margini del racconto sanitario, il dopo la TIN. La ricerca può e deve diventare uno spazio di ascolto e di connessione tra mondi diversi: quello scientifico, quello clinico e quello delle famiglie.”

“Sostenere la genitorialità nei momenti più complessi, durante e dopo la terapia intensiva neonatale, significa investire concretamente nel futuro dei bambini e delle famiglie”, afferma il presidente SIN, Massimo Agosti. “Crediamo fortemente nell’integrazione e alleanza tra ospedale e territorio, investendo nella qualità delle relazioni tra professionisti e nel sostegno alle famiglie in un percorso che vuole sostenere e proteggere il neonato e la sua famiglia.”

“Sostenere la genitorialità nei momenti più complessi, quali quelli presenti in Terapia Intensiva Neonatale, significa investire concretamente nel futuro dei bambini e delle famiglie”, dichiara Martina Bruscagnin, presidente del Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia. “Crediamo fortemente nell’integrazione e alleanza tra ospedale e territorio, investendo nella qualità delle relazioni tra professionisti e nel sostegno alle famiglie in un percorso che vuole sostenere e proteggere il neonato e la sua famiglia. Un approccio che riflette una visione più ampia della cura, condivisa da Vivere Onlus, da anni impegnata nel rappresentare e sostenere le famiglie dei bambini nati pretermine. Il rientro a casa è un passaggio carico di emozioni contrastanti. Dopo settimane o mesi in ospedale, molti genitori si possono sentire all’improvviso soli, proprio mentre diventano famiglia. Questo progetto cerca di riconoscere questa esperienza, per trasformarla in conoscenza che può curare.”

“Sostenere la genitorialità nei momenti più complessi significa investire concretamente nel futuro dei bambini e delle famiglie”, afferma Raffaello Innocenti, ceo & managing director Chiesi Italia. “Crediamo fortemente che la salute non si esaurisca nella dimensione clinica, ma si costruisca anche nella qualità delle relazioni e nel sostegno alle famiglie nei momenti di maggiore vulnerabilità. Per questo abbiamo scelto di supportare Con:Tatto, un progetto che unisce rigore scientifico, ascolto dei genitori e attenzione alla continuità delle cure oltre l’ospedale. Investire in iniziative come questa significa promuovere una cultura della cura più umana e inclusiva, capace di accompagnare davvero bambini e famiglie lungo tutto il percorso di crescita.”