Come funzionano i vaccini sulle varianti inglese, sudafricana e brasiliana

208

Secondo l’ISS, a febbraio, la prevalenza della variante inglese era del 54,0%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra lo 0% e il 93,3%, mentre per quella brasiliana era del 4,3% (0%-36,2%) e per la sudafricana dello 0,4% (0%-2,9%). La variante inglese è risultata più contagiosa in quanto aumentano il tasso di casi gravi e di decessi. La maggiore propagazione di questa variante del virus sarebbe dovuta al fatto che questa presenta maggiori capacità di legarsi al recettore ACE-2. Per la precisione, le alterazioni della variante inglese sarebbero almeno 23, 14 delle quali localizzate sulla proteina Spike, la “chiave” d’ingresso del virus nella cellula. Dai primi studi, i vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca sembrerebbero funzionare contro questa particolare variante. In Italia la cosiddetta variante inglese è stimata avere una trasmissibilità superiore del 37% rispetto ai ceppi non varianti.

La variante sudafricana è stata individuata i primi di ottobre; già a metà novembre rappresentava il 90% dei genomi sequenziati dagli scienziati sudafricani. Tra i vaccini, quello di AstraZeneca, che è stato sospeso a febbraio, non funziona sulla variante Sudafricana. Al contrario, gli altri vaccini sembrano avere una buona efficacia. Complessivamente la variante sudafricana presenta 21 mutazioni, 9 delle quali concentrate nella Spike. Si tratta della versione 501.V2 di Sars-CoV-2.

La variante brasiliana è particolarmente temuta per le capacità di reinfezioni da coronavirus. Questa contiene mutazioni preoccupanti perché sarebbero in grado di cambiare la forma della proteina Spike all’esterno del virus, rendendola meno riconoscibile al sistema immunitario. Si tratta della variante B.1.1.28 riscontrata proprio in un caso di reinfezione, che ha interessato un’infermiera 45enne. Nella seconda infezione i sintomi della donna sono peggiorati. Secondo i primi dati, gli attuali vaccini sembrano essere inefficaci contro questa variante e i risultati preliminari sono stati definiti poco incoraggianti.