Come dare “scacco matto” alle paure dei bambini per il nuovo coronavirus

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Per tanti bambini il lockdown causato dal coronavirus è stato motivo di ansia, disagio, ma anche di paura: dopotutto bisognava affrontare quello che a tutti gli effetti è un nemico invisibile e incomprensibile persino per gli adulti. Il modo migliore per tornare alla normalità, soprattutto per i più piccoli, è quindi quello di farlo con il sorriso. Il Policlinico di Milano ha scelto di farlo con un campus estivo speciale: “Un campus capace di dare ‘scacco matto’ alla paura del virus”. Si tratta di percorsi pensati per far rielaborare quanto è successo durante il lockdown, dedicati ai figli e ai nipoti di chi ha combattuto in prima persona l’emergenza Covid e che per questo hanno vissuto più da vicino gli effetti psicologici e sociali provocati dal coronavirus.

Il nuovo Campus del Policlinico è stato avviato insieme al MUBA – Museo dei Bambini di Milano e con il sostegno di Fondazione di Comunità Milano Onlus. È stata organizzata per i ragazzi un’estate divertente e sicura, ma soprattutto gratuita: grazie alla sensibilità delle Organizzazioni Sindacali del Policlinico i costi sono infatti interamente coperti dalle risorse dedicate del fondo per il Welfare aziendale.

“I percorsi intrapresi e le attività proposte durante le prime settimane di Campus sono la traduzione delle riflessioni nate intorno al vissuto dei bambini durante la pandemia”, spiega Mariella Bottino, direttore operativo del MUBA. “Le norme sanitarie, le nuove modalità di interazione e i dispositivi di protezione hanno modificato la quotidianità di tutti ma soprattutto quella dei più piccoli. Si è cercato di costruire un’esperienza piacevole andando oltre i limiti imposti attraverso la fantasia e l’immaginazione e sfruttando le interessanti possibilità offerte dagli spazi del nostro Museo. Così la stanza che ha accolto un bambino per tutto il lockdown si è trasformata in una ‘stanza acquario’, e un’altra è diventata una “stanza pianeta”. Con un nuovo alfabeto gestuale, inventato dai bambini, si è aggirato il problema dell’incomprensione verbale che ogni tanto genera l’indossare la mascherina.”

“Quello di rinnovare il campus, nonostante il periodo che abbiamo appena vissuto è un impegno che la Direzione Strategica ha voluto mantenere con forza, anche per venire incontro il più possibile ai tanti colleghi che non si sono risparmiati né durante l’emergenza, né in questa fase di graduale ripresa, coinvolgendo nel progetto anche la RSU Aziendale, che ha aderito finanziando lo stesso con i fondi a disposizione del Welfare Aziendale”, aggiunge Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico. “L’anno scorso il nostro Campus ha avuto una grande partecipazione e per questa estate ci aspettiamo un successo analogo: non solo perché è utile ai genitori, ma anche perché è un’esperienza sicuramente utile e interessante per i bambini, e mi auguro anche indimenticabile.”

UN CAMPUS SICURO E ANTI-COVID

Tutte le attività proposte durante il Campus al MUBA sono strutturate seguendo sia i protocolli di sicurezza interni sia le normative anti-Covid. In particolare, ingressi e uscite dei bambini sono scaglionati per evitare assembramenti, all’ingresso del Museo sono allestite due aree di accoglienza per il triage (misurazione della temperatura, autodichiarazione sullo stato di salute del bambino e igienizzazione delle mani). I bambini sono organizzati in piccoli gruppi che rimangono invariati per l’intera settimana e sono affidati ad un educatore di riferimento. Gli spazi espositivi del Museo (circa 800 mq) sono ad uso esclusivo dei campus e sono suddivisi in aree dedicate ai singoli gruppi per garantire l’opportuno distanziamento fisico. Ogni bambino riceve ad inizio settimana un kit personale di strumenti mentre gli altri oggetti e materiali vengono puliti con frequenza e igienizzati a fine giornata. Gli spazi vengono igienizzati quotidianamente e i servizi igienici saranno sanificati dopo ogni utilizzo. Si prediligono le attività all’aria aperta, quando consentito dalle condizioni meteorologiche, in una porzione del giardino di via Besana riservata al MUBA.

“La nostra Fondazione sul fronte della conciliazione dell’attività professionale e di quelle che sono le esigenze familiari, sta cercando di muovere dei passi importanti. Siamo nelle fasi iniziali – conclude Belleri – ma è un percorso a cui teniamo molto perché avere dei collaboratori che si sentano più tranquilli, più sereni nella gestione delle proprie attività e della propria quotidianità, contribuisce ad accrescere la qualità dei servizi che garantiamo tutti i giorni.”