Colesterolo alto pericoloso per tumore prostata e ipertrofia

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Il colesterolo alto “ingrassa” anche il rischio di sviluppare alcune importanti patologie alla prostata: l’iperplasia prostatica benigna (IPB) e il tumore. Lo attestano due studi internazionali. Il primo è stato pubblicato sulla rivista Prostate (febbraio 2018), ed ha preso in considerazione circa 36mila uomini di età compresa tra 40 e 99 anni, di cui quasi 9mila con colesterolo alto, monitorati per un periodo compreso tra 1 e 14 anni, inclusi nel Taiwan National Health Insurance Database tra gennaio 2000 e dicembre 2013. Il lungo periodo di monitoraggio ha consentito di osservare che i maschi con evidente propensione a mantenere o sviluppare livelli di colesterolo alto (iperlipidemia o ipercolesterolemia), “supportati” anche da una dieta pesante, ricca di grassi, avevano quasi il 25% di probabilità in più di incorrere in un ingrossamento della prostata (IPB). Infatti, il 13% di casi di IPB sono registrati nel gruppo a maggior rischio per iperlipidemia contro meno del 6% riscontrato nei maschi con colesterolo nella norma. Un risultato rilevante se si considera che, secondo le stime diffuse da SIU (Società Italiana di Urologia), l’IPB colpisce il 5-10% degli uomini di 40 anni di età, e fino all’80% degli uomini tra 70 e 80 anni, mentre l’iperlipidemia interessa il 34% degli uomini, con punte del 68% per quello cattivo (LDL).

Ma non è tutto: secondo uno studio retrospettivo tedesco, pubblicato su Oncotarget (2017), il colesterolo alto in sinergia con una terapia a base di statine, potrebbe svolgere anche una azione “maligna” sulla prostata, favorendo la possibile insorgenza di un tumore, anche in forma aggressiva. La ricerca ha riguardato oltre 767 uomini affetti da un tumore della prostata localizzato e in attesa di prostatectomia radicale: di questi, i pazienti con ipercolesterolemia mostravano una incidenza superiore al 37% per lo sviluppo di un tumore della prostata, scarsamente differenziato all’istologie e localmente avanzato e/o aggressivo, con anche il coinvolgimento linfonodale nel 19% dei casi. Una seconda dimostrazione, dunque, che il colesterolo alto rappresenta un fattore di rischio ‘pesante’ e favorente il tumore prostatico, anche nelle forme più gravi, con un rapporto di probabilità di 0.49 se associato all’uso di statine.