“CitBOT”: la prima intelligenza artificiale che difende i diritti civili

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Associazione Luca Coscioni lancia ufficialmente CitBOT, l’intelligenza artificiale per le libertà civili dei cittadini. È la prima chat-bot al mondo in grado di consentire al cittadino la difesa delle proprie libertà civili. In questi giorni la presentazione ufficiale a Milano, al termine della prima fase di rodaggio iniziata a giugno, da quando lo strumento è in grado di rispondere alle domande sul Testamento biologico. Sono già oltre 6mila le persone che hanno ricevuto informazioni e chiarimenti sul tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento, ed è terminata la fase di test su salute riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza.

“Abbiamo iniziato dai temi sui quali ricevevamo più richieste di informazioni, anche per l’assenza delle campagne d’informazione pur previste dalle leggi. Abbiamo deciso di agevolare la conoscenza dei diritti e dell’attuazione pratica, grazie a una semplice chat capace di rispondere 24h/24h chiarendo dubbi alle utenti e agli utenti in condizione di privacy e anonimato, come è fondamentale che sia su un tema come l’aborto e la contraccezione d’emergenza”, dichiara Filomena Gallo, segretario dell’Associazione. “Nonostante l’aborto sia libero e gratuito, fra le 15mila e le 20mila donne ogni anno rischiano ancora la propria salute anche a causa dell’assenza di un’adeguata informazione. CitBOT fornisce risposte anche sulla pillola del giorno dopo e dei 5 giorni dopo e cerca di favorire il rapporto medico-paziente rinviando ad approfondimenti col proprio medico.”

“Ormai tutti parlano di come l’Intelligenza Artificiale abbia già iniziato a sconvolgere il mondo del lavoro in particolare e la vita delle persone in generale, osserva Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione e ideatore del progetto. “A fronte di enormi investimenti commerciali, di sorveglianza generalizzata e militari, con il dominio assoluto della Cina e Stati Uniti d’America, l’Europa e l’Italia hanno una grande opportunità da cogliere per creare sistemi di Intelligenza Artificiale Civica, promuovendo i dati aperti, l’accesso alle informazioni pubbliche e le esercitazioni dei diritti civili e di partecipazione democratica. Con CitBOT abbiamo l’ambizione di aprire un varco per iniziare questo percorso, nel quale vogliamo coinvolgere realtà piccole e grandi del mondo no profit nazionale e internazionale.”

CitBOT è stato sviluppato nella sua parte tecnologica da Revevol Italia, filiale italiana del Gruppo Revevol fondata da Massimo Cappato nel 2011. Lo sviluppo utilizza tecniche di machine learning e interpretazione del linguaggio naturale che sono oggi alla portata di tutti e che hanno permesso di trasferire, in poche settimane, il prezioso know how dell’Associazione Coscioni al chatbot stesso, che è in grado di dialogare con le persone riguardo a temi scelti, fornendo risposte adeguate e precise. “Non solo tale algoritmo garantisce già oggi una elevata qualità di interazione – spiega Massimo Cappato – ma è in grado di apprendere e migliorare progressivamente, nonché di essere facilmente ‘formato’ su nuovi argomenti. È importante notare che l’evoluzione dell’algoritmo da qui in poi non richiederà un contributo massiccio di ingegneri, programmatori o esperti di machine learning; al contrario, lo stato dell’arte delle tecnologie utilizzate consentirà a chiunque sia esperto delle tematiche in ciascun ambito di partecipare alla crescita delle capacità di CitBOT. Questo aspetto è fondamentale per il mondo del non-profit, che normalmente non può contare su un business case economico per il ritorno dell’investimento, ma è altrettanto importante nel mondo aziendale, che è quello in cui opera normalmente Revevol. Assistiamo a una ‘democratizzazione’ dell’intelligenza artificiale, che permette ad aziende qualsiasi dimensione, PMI comprese, di ricorrere a queste tecnologie.”