Cibo e bambini, studio UCBM su Scientific Reports: “Il modello Nutripiatto migliora l’alimentazione tra i 6 e i 10 anni. Meno carne, più cereali, frutta e verdura”

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie dell’Università Campus Bio-Medico di Roma UCBM ha recentemente pubblicato su Scientific Reports un’analisi comparativa che mette in luce l’efficacia di Nutripiatto, strumento di educazione alimentare sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale SIPPS e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma per coinvolgere i bambini dai 4 ai 12 anni nella preparazione dei propri pasti, promuovere una maggiore consapevolezza delle porzioni e favorire abitudini alimentari più equilibrate fin dall’infanzia.

Lo strumento educativo Nutripiatto, che combina un piatto colorato e una guida alle ricette, è basato sulla dieta mediterranea ed è stato valutato su scala nazionale in circa 800 bambini di età compresa tra 6 e 10 anni, coinvolgendo 3 Regioni italiane, Piemonte, Lazio e Sicilia. I partecipanti sono stati suddivisi in 2 gruppi età (A, 6-7 anni; B, 9-10 anni) e le abitudini alimentari sono state valutate al baseline (T0) e dopo 2 mesi (T1). Tra i 2 tempi, i bambini hanno utilizzato Nutripiatto a domicilio e hanno partecipato a incontri di educazione alimentare calibrati per età, supportati dall’utilizzo di guide didattiche nella preparazione dei pasti principali.

In entrambi i gruppi e in tutte e 3 le Regioni, la cena è il pasto quasi sempre consumato a casa, con le percentuali più alte in Sicilia (96% e 95% per i gruppi A e B, rispettivamente), seguite da Lazio (91% e 88%) e Piemonte (90% e 89%); la colazione è consumata più frequentemente in famiglia in Piemonte (58% e 60%) rispetto a Lazio (57% e 38%) e Sicilia (55% e 53%); il pranzo è il pasto meno spesso consumato a casa in Lazio e Piemonte, dove molti bambini pranzano alla mensa scolastica, mentre in Sicilia la maggioranza (80%) lo consuma sempre a casa.

Per quanto riguarda l’attività fisica, la maggior parte dei bambini pratica sport in tutte le Regioni. Nel Gruppo A, il Piemonte registra la percentuale più alta di bambini che fanno sport (81%), seguito dalla Sicilia (77%), mentre il Lazio ha il valore più basso (61%). Nel Gruppo B, il Lazio guida con l’86% di bambini coinvolti nello sport, seguito dal Piemonte (84%), con la Sicilia fanalino di coda (75%).

I RISULTATI

Dopo 2 mesi di utilizzo, i bambini hanno mostrato una migliore comprensione delle quantità adeguate degli alimenti e delle corrette frequenze di consumo, apprezzando anche l’efficacia di Nutripiatto come guida visiva. Pur trattandosi di un’analisi limitata nel tempo e basata sulle osservazioni dei caregiver, Nutripiatto si è rivelato altrettanto efficace nelle 3 Regioni, poiché genitori e caregiver hanno riportato miglioramenti negli stili di vita dei bambini (trend in aumento nel consumo di cereali integrali, verdure e acqua; in riduzione per le porzioni di proteine e il comportamento sedentario). Nel Gruppo A, il consumo di cereali integrali è aumentato nel 61% dei bambini in Piemonte, 25% nel Lazio e 21% in Sicilia, mentre nel Gruppo B le percentuali sono state del 56% in Piemonte, 55% nel Lazio e 33% in Sicilia. Si è inoltre osservata una riduzione delle porzioni di carne e pesce: nel Gruppo A, 52% in Piemonte, 30% in Sicilia e 25% nel Lazio; nel Gruppo B, 63% nel Lazio, 49% in Piemonte e 46% in Sicilia.

Anche il consumo di verdure è aumentato in modo consistente: A ha aumentato l’assunzione l’83% dei bambini in Piemonte, 61% nel Lazio e 60% in Sicilia; nel Gruppo B, 81% in Piemonte, 79% nel Lazio e 59% in Sicilia.

La maggior parte dei bambini ha incrementato anche il consumo d’acqua: 86% in Piemonte, 75% in Sicilia e 57% nel Lazio nel Gruppo A; 77% in Sicilia, 76% in Piemonte e 71% nel Lazio nel Gruppo B. Infine, è stata osservata una riduzione dei comportamenti sedentari nella maggioranza dei bambini: nel Gruppo A, la riduzione ha riguardato l’80% dei bambini in Piemonte, il 66% in Sicilia e il 61% nel Lazio; nel Gruppo B, il 73% nel Lazio e il 66% sia in Piemonte sia in Sicilia.

“Quest’analisi preliminare mette in luce come l’educazione alimentare possa essere efficace quando riesce a parlare il linguaggio dei bambini”, dichiara Manon Khazrai, professore associato di Scienze e Tecniche Dietetiche presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Attraverso un approccio visivo e concreto, il modello Nutripiatto aiuta a comprendere porzioni, frequenze di consumo e importanza di alimenti chiave come frutta, verdura e acqua. I risultati incoraggiano lo sviluppo di studi futuri su scala più ampia per consolidarne l’impatto.”

“Dal punto di vista nutrizionale, Nutripiatto rappresenta uno strumento efficace per tradurre le linee guida in comportamenti quotidiani”, afferma Chiara Spiezia, nutrizionista dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Lavorare attivamente su porzioni, varietà e frequenze di consumo permette ai bambini di costruire pasti più equilibrati in modo naturale, con maggiore consapevolezza. Questo approccio pratico favorisce cambiamenti reali e sostenibili nelle abitudini alimentari.”

NUTRIPIATTO

È uno strumento di educazione alimentare semplice e intuitivo pensato per coinvolgere i bambini dai 4 ai 12 anni nella preparazione dei propri pasti, insegnando sin dalla più giovane età come valutare le porzioni degli alimenti. Sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della SIPPS e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Nutripiatto consiste in un piatto di dimensioni naturali che mostra le proporzioni dei vari gruppi alimentari che costituiscono i pasti principali – pranzo e cena – e che rappresenta visivamente come devono essere suddivisi i vari gruppi alimentari in ogni pasto: la verdura e gli ortaggi dovrebbero occuparne la metà, mentre i cereali e gli alimenti proteici rispettivamente 1/4 del piatto.