Chirurgia dell’obesità. Per i chirurghi ACOI ancora troppe le complicanze

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“Ogni anno vengono effettuati oltre 20mila interventi di chirurgia bariatrica in Italia in centri Hub con una struttura e un team dedicato”, spiega il prof. Pierluigi Marini, Presidente ACOI. “Un numero destinato a crescere vista la sempre maggiore incidenza dell’obesità, soprattutto tra i giovani. Molti pazienti operati in un centro specializzato arrivano in strutture ospedaliere non dotate di specialisti in chirurgia bariatrica trovando spesso difficoltà nella diagnosi e nella cura. È da questa esigenza che nasce la volontà di Acoi, grazie alla collaborazione con Medtronic, di organizzare corsi perfezionamento legati alla gestione delle complicanze della chirurgia bariatrica.”

“Non solo è la società che più di ogni altra nel MedTech investe in innovazione tecnologica – dice Riccardo Polzoni, Business Unit Director Surgical Innovations Medtronic Italia – ma ha da tempo come focus quello di andare oltre il prodotto e diffondere percorsi di cura di eccellenza per il paziente, che consentano maggiore outcome clinico e minore impatto sul Sistema. Per garantire quindi maggiore efficacia e sicurezza per il paziente a prescindere da dove esso si trovi, abbiamo deciso di affiancare una delle principali Società Scientifiche in Italia, come ACOI, nell’organizzazione di un percorso formativo innovativo, proprio sulla gestione delle complicanze.”

“Gli interventi di chirurgia bariatrica sono raddoppiati negli ultimi 10 anni, comportando un fisiologico aumento dell’insorgenza delle complicanze. Organizzare una rete per la gestione del paziente obeso è necessario al fine di garantire maggior sicurezza e miglior outcome clinico, soprattutto nell’insorgenza delle complicanze e in quei centri che non sono specializzati nella chirurgia bariatrica”, dichiara il prof. Marco Anselmino, Direttore UOC Chirurgia Bariatrica e Metabolica, Azienda Ospealiera Universitaria Pisana. “La formazione dei medici di pronto soccorso e di chirurgia generale si rende necessaria per aumentare la tempestività nella diagnosi e nella cura e garantire maggiore sicurezza per i pazienti. Una migliore gestione della complicanza consente infatti maggiore outcome clinico e minore impatto sul Sistema.”

Il corso è riservato a 24 discenti suddivisi in 12 coppie formate da 1 chirurgo e 1 endoscopista ed è strutturato in quattro fasi. Una formazione teorica, una sessione virtuale per analizzare i singoli casi dal punto di vista chirurgico ed endoscopico, una live session e proctorship e una giornata di confronto tra docenti.