
I casi di Chikungunya nel Veronese continuano ad aumentare. Ad oggi sono stati registrati 31 casi autoctoni dall’inizio del focolaio che interessa particolarmente la zona di Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano e Parona (frazione di Verona). Proseguono le attività di prevenzione secondo le indicazioni regionali, con nuovi interventi di disinfestazione e azioni porta a porta per mantenere sotto controllo la presenza di zanzare. Nessun paziente è ricoverato. Lo riferisce la Direzione Prevenzione della Regione Veneto, che ha compiuto un nuovo aggiornamento dei casi di virus Chikungunya nell’area. A tal proposito, il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, dott.ssa Patrizia Benini, ha programmato una conferenza stampa per questo pomeriggio, alle 14.00; saranno presenti il Dipartimento di Prevenzione locale, la Direzione Prevenzione regionale e alcuni rappresentanti delle Autorità sanitarie locali per un aggiornamento sulla situazione nel territorio coinvolto dal focolaio.
I tecnici regionali ricordano che la Chikungunya non si trasmette da persona a persona, ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes infette. È importante mantenere comportamenti di prevenzione per ridurre il rischio di punture di zanzara, come l’uso di repellenti cutanei anche durante il giorno, l’installazione di zanzariere alle finestre e porte e l’eliminazione delle raccolte di acqua stagnante dove le zanzare possono riprodursi.
















