Cemiplimab, la prima immunoterapia per le forme avanzate di carcinoma cutaneo

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Il carcinoma cutaneo a cellule squamose (CSCC) avanzato colpisce zone come cuoio capelluto, viso, orecchie, collo, braccia o gambe, con lesioni evidenti, che possono essere dolorose. “Ma attenzione – avverte Ketty Peris, Direttore UOC Dermatologia, Università Cattolica del Sacro Cuore e Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e Presidente SIDeMaST – il CSCC è il secondo tumore della pelle non-melanoma per incidenza ma il primo per mortalità”. In pratica si tratta di una neoplasia che in alcuni casi può essere molto aggressiva con un impatto importante anche sotto il profilo della qualità di vita dei pazienti. “Oggi assistiamo a un enorme progresso dal punto di vista terapeutico grazie all’immunoterapia, ma rimane prioritario adottare un approccio multidisciplinare, riunendo figure con competenze specialistiche differenti, capaci di seguire il paziente sotto tutti gli aspetti e in tutte le fasi della malattia.”

Da qualche giorno, come riferisce la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cemiplimab – primo anticorpo monoclonale anti-PD-1, specifico per il trattamento del carcinoma cutaneo a cellule squamose (CSCC) avanzato – è rimborsabile e totalmente a carico del sistema sanitario italiano: “È un’ottima notizia per i pazienti e per noi medici la disponibilità anche in Italia di questa nuova terapia che si è dimostrata molto efficace nelle forme avanzate; stiamo parlando di casi in cui la malattia impatta fortemente su qualità e aspettativa di vita e per i quali, fino ad oggi, non esistevano trattamenti mirati ed efficaci”, commenta Paola Queirolo, Direttore Oncologia Medica del Melanoma, Sarcoma e Tumori Rari allo IEO, Responsabile linee guida AIOM tumori cutanei non melanoma. “Grazie a risposte rapide, profonde e mantenute nel tempo, cemiplimab offre un’opzione in più anche per i pazienti più anziani.”

Sviluppato congiuntamente da Sanofi e Regeneron, questo farmaco immunoterapico si lega al recettore del checkpoint immunitario PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata) bloccandone la via di segnalazione. In questo modo, consente di ripristinare il corretto funzionamento del sistema immunitario, aiutandolo a riconoscere e distruggere il tumore e bloccarne la proliferazione.