La cefalea cronica è una malattia sociale. La soddisfazione dell’on. Arianna Lazzarini (lega), prima firmataria della legge

292

Un percorso iniziato poco più di un decennio addietro ha portato in questi giorni al Sì del Senato della Repubblica con il quale la cefalea cronica è stata riconosciuta come una malattia sociale. Si definisce cefalea cronica una condizione che si manifesta per 15 giorni o più al mese, per oltre 3 mesi, con sintomi che comprendono forte mal di testa, nausea, vomito, disturbi visivi, sensibilità alla luce e ai suoni.

“Grande soddisfazione e un pizzico d’orgoglio per questa battaglia intrapresa nel 2011 da consigliere della Regione Veneto e ora vinta in Parlamento”, commenta la deputata Arianna Lazzarini (Lega) prima firmataria della proposta di legge approvata. “L’Italia diventa così il primo Paese in Europa ad adottare un provvedimento come questo”, si legge in una nota. “Un primo punto di partenza e di attenzione verso i circa 7milioni di italiani che ne soffrono, con una prevalenza netta di donne e nella fascia 20-50 anni. Un segnale concreto che accende i riflettori su questa malattia, affinché i soggetti che ne soffrono non siano più abbandonati a loro stessi e possano finalmente avere una speranza e una nuova dignità di vita. Questa è una malattia invisibile che oggi esce finalmente dal cono d’ombra in cui è sempre stata. Non parliamo del semplice ‘mal di testa’ passeggero, ma di una malattia cronica e invalidante vera e propria, molto più diffusa di quanto si possa immaginare, che purtroppo ha già portato alcuni pazienti a compiere anche gesti estremi.”