
Le patologie del distretto mano-polso rappresentano una delle principali cause di disabilità funzionale dell’arto superiore, con un impatto crescente sulla qualità della vita e sui costi socio-sanitari. Secondo studi epidemiologici recenti, disturbi come rizoartrosi, tendinopatie e sindromi canalicolari interessano fino al 20% della popolazione sopra i 50 anni, con un’incidenza in aumento anche tra soggetti in età lavorativa. Per approfondire l’inquadramento diagnostico, le strategie terapeutiche conservative e chirurgiche e la complessità anatomico-funzionale del distretto, si è recentemente svolto il corso teorico Strategie Conservative e Chirurgiche a Confronto - Le Patologie Più Comuni del Distretto Mano-Polso. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Roberto Bottino, amministratore di B2Pharma, e del prof. Michele Vecchio, ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Catania, che hanno sottolineato l’importanza della formazione continua nel trattamento delle complesse patologie del distretto mano-polso. “Per noi è stata un’occasione importante”, dichiara Bottino. “Abbiamo aperto le porte ad una platea multidisciplinare composta da Medici provenienti dai migliori Ospedali d’Italia condividendo uno spazio di divulgazione per gli Specialisti.”
“La rizoartrosi è una forma di artrosi che colpisce l’articolazione alla base del pollice, molto comune nelle donne dopo i 50 anni”, dichiara Valeria Coco, fisiatra. “Si manifesta con dolore, ridotta mobilità e difficoltà nelle attività quotidiane, come afferrare oggetti o scrivere. La riabilitazione riveste un ruolo fondamentale nel trattamento: ha l’obiettivo di ridurre il dolore, preservare la funzionalità articolare e rafforzare la muscolatura della mano. Un percorso efficace integra educazione del paziente, uso di tutori personalizzati, fisioterapia mirata, esercizi terapeutici, terapia occupazionale e supporto farmacologico. Questo approccio multidisciplinare consente di migliorare significativamente la qualità di vita, rallentare la progressione della patologia e, in molti casi, evitare l’intervento chirurgico.”
“Le patologie della mano, come il tunnel carpale, le tenosinoviti e le artrosi digitali, sono molto frequenti e spesso complesse da trattare”, afferma Valerio Amico, fisiatra. “Per questo è fondamentale un approccio multidisciplinare che integri chirurgia, riabilitazione ed ecografia muscoloscheletrica. Quest’ultima, in particolare, consente una valutazione dinamica e precisa delle strutture coinvolte e guida in modo sicuro procedure mininvasive. La collaborazione tra Chirurgo, Fisiatra, Fisioterapista ed Ecografista permette di offrire percorsi terapeutici personalizzati, riducendo i tempi di recupero e migliorando gli esiti funzionali. Solo con un lavoro di squadra si può affrontare efficacemente la complessità di queste patologie.”
“La mano è il ponte tra il pensiero e il mondo: con essa l’idea prende forma, il gesto diventa linguaggio”, dichiara Massimo Abate, chirurgo della mano. “Disturbi come la sindrome del tunnel carpale e la rizoartrosi colpiscono soprattutto le donne tra i 40 e i 70 anni, compromettendo autonomia, funzionalità e capacità lavorativa. La mano è uno strumento essenziale di espressione e relazione. Da qui nasce la necessità di un approccio multidisciplinare, che integri strategie mediche, riabilitative e chirurgiche, per rispondere in modo efficace ai bisogni di una popolazione sempre più longeva ma attiva.”












