Catania. “2 interventi su un neonato del Burkina Faso affetto da labiopalatoschisi e grave cardiopatia congenita

La collaborazione tra Strutture sanitarie di eccellenza ha consentito in Sicilia di salvare e migliorare la vita di un bambino di 9 mesi del Burkina Faso, affetto da una complessa malformazione al palato (labiopalatoschisi) associata a una grave cardiopatia congenita. Il piccolo era già in cura presso il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo CCPM dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina, dove aveva già subìto un delicato intervento cardiochirurgico, grazie al progetto di cooperazione estera Cuori Ribelli, promosso dall’associazione Una Voce per Padre Pio. Per affrontare la seconda delicatissima operazione è intervenuta l’équipe chirurgica dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale San Marco di Catania, guidata dal direttore, Alberto Bianchi. I Medici si sono recati al CCPM per eseguire un intervento combinato di palatoplastica e cheilorinoplastica, reso ancora più complesso dalla condizione cardiaca del piccolo.

Dal 2023, presso l’Ospedale San Marco è attivo 1 degli 8 Centri multidisciplinari istituiti in Italia dalla Smile House Fondazione ETS per la diagnosi e la cura multispecialistica dei pazienti nati con malformazioni congenite cranio-maxillo-facciali, che vengono seguiti dalla diagnosi prenatale fino all’età adulta, grazie a un’équipe specializzata che include Chirurghi, Logopedisti, Ortodontisti, Psicologi, Otorinolaringoiatri e altri professionisti sanitari. In questi Centri si applica un modello assistenziale condiviso e controllato, che permette ogni anno a centinaia di famiglie di ricevere cure specializzate di qualità, anche a contrasto del fenomeno di migrazione sanitaria. Proprio questa rete di rapporti tra Sanità pubblica e Terzo Settore ha favorito il lavoro sinergico tra i Chirurghi del San Marco, i Cardiochirurghi del CCPM, coordinati da Sasha Agati, e gli Anestesisti, da Enrico Iannace, specializzati nella gestione dei pazienti con problematiche cardiache complesse.

Per la correzione della labiopalatoschisi, una malformazione che incide significativamente su alimentazione, respirazione e sviluppo del linguaggio, sono state necessarie una pianificazione multidisciplinare e una gestione anestesiologica particolarmente complessa, a causa della presenza del difetto interventricolare in scompenso cardiaco. Per permettere al bimbo di essere curato in Sicilia, importante anche il contributo dell’associazione Una Voce per Padre Pio, presieduta da Enzo Palumbo, che si è occupata del pagamento di spese mediche, procedure chirurgiche, voli aerei e visti. “È stato un esempio virtuoso di Medicina integrata”, dichiara Bianchi a fine intervento. “La presenza della malformazione cardiaca ha reso la procedura estremamente delicata. Solo grazie alla collaborazione tra professionisti altamente specializzati provenienti da più Strutture siamo riusciti a garantire la massima sicurezza al piccolo paziente.”

“L’intervento chirurgico di palatoplastica e cheilorinoplastica primaria è usualmente eseguito in tempi chirurgici distinti al fine di garantire al paziente le migliori cure possibili, ed è perfettamente riuscito”, afferma Agati. “Il piccolo potrà così far rientro a casa riuscendo a condurre una vita assolutamente normale. Di questo ringrazio tanto i medici e la Direzione Generale del Policlinico di Catania.”

Il decorso post-operatorio procede regolarmente e senza complicazioni, informano i Medici. Il bambino è in ripresa, assistito amorevolmente dal personale sanitario siciliano e anche da un’infermiera del Burkina Faso.