In caso di deficit erettile, utile screening anche per il diabete

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Damian Pizzol, dell’Operational Research Unit of Doctors with Africa Cuamm di Beira, ha eseguito una revisione di articoli scientifici prendendo in considerazione circa 90.000 pazienti con disfunzione erettile. Secondo l’autore, la disfunzione erettile può svolgere un ruolo cruciale nella diagnosi precoce non solo per le cardiopatie ma soprattutto per il diabete e le altre complicazioni silenti che questo comporta.

Il diabete è stato a lungo considerato il principale fattore di rischio di disfunzione erettile. Tuttavia, questa recente analisi di ricerche evidenzia come questo disturbo sessuale sia estremamente comune negli uomini diabetici, riguardandone ben il 53%. Poiché che la disfunzione erettile può essere segno di problemi cardiovascolari spesso rilevanti che accompagnano il diabete, secondo l’autore della ricerca i medici dovrebbero prendere questo sintomo come indizio per effettuare uno screening sia del diabete che delle cardiopatie.

Dal 1980 a oggi, il numero di soggetti diabetici nel mondo è aumentato da 108 milioni a 422 milioni, e la sua prevalenza nei soggetti adulti è quasi raddoppiata passando dal 4,7% all’8,5%. Per quanto la disfunzione erettile sia maggiormente comune al di sopra dei 40 anni, essa può intervenire a qualsiasi età in concomitanza di diabete e cardiopatie. Spesso, la mancanza di prevenzione, una dieta poco sana e lo scarso esercizio fisico portano a una diagnosi tardiva del diabete; analogamente, sono le complicazioni come la disfunzione erettile a portare alla diagnosi iniziale. Lo studio di metanalisi è stato pubblicato su Diabetic Medicine online di luglio 2017.