Carenza di ferro colpisce 1 paziente su 2 con scompenso cardiaco e malattia renale cronaca

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Quasi 1 paziente su 2 affetto da malattia renale cronica (oltre 1milione di persone in Italia) o scompenso cardiaco (circa 600mila persone in Italia) soffre di carenza di ferro, che causa un peggioramento della qualità di vita e un aumento del rischio di ospedalizzazione e decesso per complicanze cardiovascolari. Nonostante l’alta prevalenza e le gravi conseguenze sulla salute, la carenza di ferro resta un problema trascurato e sotto diagnosticato. Il Covid-19, a causa del minor accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie, ha ulteriormente acuito il problema della mancata diagnosi e trattamento, con il rischio di aggravare il decorso delle malattie croniche sottostanti.

Senza sufficiente ferro a disposizione, il corpo umano non può funzionare correttamente. Il ferro è infatti essenziale per la produzione dei globuli rossi e per assicurare un efficace funzionamento di cuore e muscoli scheletrici. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel combattere le infezioni e le malattie, mantenendo i livelli di energia e la normale funzione cerebrale. Particolarmente delicato è il periodo della gestazione, durante il quale raddoppia il fabbisogno di ferro per la crescita della placenta e per lo sviluppo cerebrale e del sistema immunitario del feto.

“Il Covid-19 ha avuto e continua ad avere un impatto significativo sull’accesso ai servizi sanitari e molti pazienti con sintomi riconducibili alla carenza di ferro sono sfuggiti alla diagnosi”, spiega la prof.ssa Ewa Anita Jankowska, ordinario di Cardiologia alla Wroclaw Medical University, Polonia. “La carenza di ferro è tuttavia facilmente identificabile e curabile. Per questo motivo è fondamentale aumentare la conoscenza su questa condizione che, se prolungata e non adeguatamente gestita può diventare anche molto debilitante, invitando le persone a riconoscere i campanelli d’allarme e agire per ottenere una diagnosi precoce e un trattamento appropriato.”

A causa dell’aspecificità dei sintomi, in molti casi la carenza di ferro non viene neppure sospettata. Affaticamento, mal di testa, fiato corto, pallore, fragilità di unghie e capelli, vulnerabilità alle infezioni, irritabilità, scarsa concentrazione sono i segnali più comuni.

La Giornata della Carenza di Ferro istituita nel 2015, e che vede tra i promotori European Kidney Health Alliance, Heart Failure Policy Network, Global Heart Hub e Croí-West of Ireland Cardiac Foundation, con il sostegno di Vifor Pharma, ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul ruolo del ferro e su cosa può accadere se i livelli di questo prezioso elemento non sono gestiti correttamente. La Giornata 2021 si concentra sull’impatto nei soggetti a rischio – pazienti con scompenso cardiaco o insufficienza renale cronica, e donne in gravidanza – con l’obiettivo di sensibilizzarli a “prendere sul serio il ferro” e, in presenza di sintomi, a rivolgersi al medico per ottenere una diagnosi tempestiva e una terapia appropriata.

In presenza di insufficienza cardiaca, la carenza marziale costituisce un problema serio, poiché interferisce con la produzione di energia muscolare che correla direttamente con i sintomi e la sopravvivenza del paziente, aumentando di oltre il 40% il rischio di mortalità. Anche nei pazienti affetti da malattia renale cronica, la gestione del rischio di anemia richiede una particolare attenzione in quanto si associa a maggior rischio cardiovascolare che aumenta con la progressiva perdita della funzionalità renale, e a un peggioramento della qualità di vita.

A richiedere particolare attenzione sono anche le conseguenze della carenza di ferro sulla salute femminile, in particolare durante la gravidanza. Se importante e prolungato, il deficit marziale raddoppia il rischio di parto prematuro e triplica il rischio di basso peso alla nascita. Arrivare al termine della gestazione con riserve di ferro impoverite può inoltre essere pericoloso per la donna, se si considera che l’emorragia post-partum è la prima causa di mortalità e grave morbosità materna in Italia.

In tutti questi casi, intervenire tempestivamente e in maniera appropriata rappresenta un obiettivo fondamentale, anche alla luce delle diverse strategie terapeutiche che oggi consentono di far fronte al problema, a seconda del livello di gravità e del fabbisogno di supplementazione. “Siamo orgogliosi di sostenere, insieme a tutti gli altri partner dell’iniziativa, la Giornata della Carenza di Ferro 2021. In considerazione degli effetti della pandemia sui sistemi sanitari e sull’accesso alle cure, è quanto mai prioritario aumentare l’awareness sull’importanza del ferro”, commenta Abbas Hussain, ceo Gruppo Vifor Pharma. “Insieme, siamo impegnati a supportare le persone a rischio o che soffrono di carenza di ferro, con o senza anemia, affinché possano gestire meglio la loro condizione e a raggiungere una sempre migliore qualità della vita.”