
La Commissione Europea ha approvato la combinazione di lurbinectedina con atezolizumab come terapia di mantenimento di prima linea per pazienti adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso Es-Sclc, la cui malattia non è progredita dopo la terapia di induzione standard. L’approvazione segue il parere positivo espresso il 27 marzo dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano Chmp dell’Agenzia Europea per i Medicinali Ema. L’approvazione rappresenta un avanzamento rilevante che potrebbe contribuire a ridefinire l’approccio terapeutico e offrire nuove prospettive concrete per i pazienti con microcitoma in stadio esteso.
“L’approvazione europea della combinazione di lurbinectedina e atezolizumab rappresenta un importante passo avanti per i pazienti con microcitoma polmonare in stadio esteso, una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare”, dichiara il prof. Marcello Tiseo, direttore della UOC di Oncologia Medica dell’A.O.U. di Parma, ordinario di Oncologia Medica all’Università di Parma. “In questo setting terapeutico i progressi sono stati per troppo tempo limitati e vi era un forte bisogno di nuove opzioni in grado di migliorare gli outcome dei pazienti. Questa approvazione apre la strada a una nuova strategia terapeutica che potrebbe contribuire a ridefinire lo standard di cura per questa patologia in Europa.”
“È una grande notizia che pazienti e medici europei abbiano ora accesso a un nuovo trattamento per questo tipo di tumore”, afferma Luis Mora, managing director di PharmaMar. “Riteniamo che lurbinectedina in associazione con l’immunoterapia abbia il potenziale di cambiare il paradigma terapeutico di questa malattia e auspichiamo che possa essere disponibile al più presto negli ospedali di tutta Europa.”
L’approvazione si basa sui dati dello studio di fase 3 IMforte. La combinazione di lurbinectedina e atezolizumab come terapia di mantenimento di prima linea nel trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso è stata associata a una riduzione del -46% del rischio di progressione della malattia o morte, e del -27% del rischio di morte rispetto alla monoterapia con atezolizumab.
Ogni anno, in Europa vengono diagnosticati circa 62mila nuovi casi di tumore del polmone a piccole cellule, e la maggior parte dei pazienti presenta una malattia in fase avanzata già al momento della diagnosi. Lurbinectedina in combinazione con atezolizumab è già approvata in altri 13 Paesi, inclusi gli Stati Uniti, per il trattamento di mantenimento di prima linea di questa patologia.
















