Campagna “Tumore Ovarico. Manteniamoci informate!”

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Al via il nuovo viaggio della campagna Tumore Ovarico. Manteniamoci Informate!, che fa tappa in Sardegna, dove ogni anno si stimano circa 120-150 nuovi casi di tumore ovarico e sono alcune centinaia le donne che convivono con la malattia. La campagna, promossa da Fondazione AIOM insieme ad ACTO Onlus, LOTO Onlus, Mai più sole e aBRCAdabra, e sponsorizzata da GSK, anche nella sua seconda edizione si pone l’obiettivo di promuovere l’informazione sul tumore ovarico mettendo in luce le esigenze delle pazienti e mantenendo alta l’attenzione sulla diagnosi precoce. Le innovazioni terapeutiche che stanno migliorando sopravvivenza e qualità di vita e l’importanza dell’aderenza alle terapie. Lo fa attraverso eventi territoriali online dedicati alle donne dove gli specialisti rispondono alle domande più frequenti e rilevanti delle pazienti. Informazione, diagnosi tardiva, familiarità, terapie, aderenza e qualità di vita sono stati i temi dell’evento online di Cagliari, tenutosi sulla pagina Facebook di campagna, dove ginecologi, genetisti e oncologi hanno risposto alle domande e ai dubbi delle donne e delle pazienti sarde. Domande arrivate grazie a una consultazione online sul sito di campagna manteniamociinformate.it.

Le donne della Sardegna sono state interpellate e hanno selezionato i principali quesiti a partire da un panel di domande messo a punto dalle Associazioni pazienti da sottoporre agli esperti sardi. “Trattandosi di un tumore quasi misconosciuto nella popolazione e di una patologia alla quale i medici non pensano quasi mai o tardivamente quando la donna si presenta con una sintomatologia manifesta, la campagna “Tumore Ovarico. Manteniamoci informate!” assume un grande valore sociale e sanitario, in quanto focalizza l’attenzione su un tumore che è raro, il 3% dei tutti i tumori femminili, ma è molto grave e ha comunque numeri importanti se si considera che nel 2020 vi sono state oltre 5.200 nuove diagnosi e 3mila decessi conseguenti, e soprattutto è un tumore che registra percentuali di sopravvivenza a 5 anni inferiori al 40% sebbene siano migliorate negli ultimi anni grazie alle nuove terapie”, dichiara Daniele Farci, direttore Unità di Medicina e Oncologia presso Nuova Casa di Cura Decimamannu di Cagliari, coordinatore AIOM Sardegna e consigliere nazionale Fondazione AIOM. “Non c’è screening per il tumore ovarico e la diagnosi precoce è la vera sfida. La campagna serve a diffondere conoscenza, informazione e consapevolezza tra le donne e i medici per arrivare ad identificare precocemente un tumore subdolo che si manifesta quando è già in fase avanzata, per orientare le pazienti ai Centri di riferimento e per far conoscere la consulenza genetica e il test BRCA che può aprire la strada alla profilassi per le donne portatrici di mutazione genica.”

La diagnosi precoce per il carcinoma ovarico non è ancora possibile e l’unica arma è la conoscenza. Essenziale anche il ruolo del medico di famiglia che non deve trascurare la donna che lamenta vaghi dolori di pancia, gonfiore addominale e senso di costipazione, e indirizzarla per ulteriori controlli.