
Non è un semplice dolore passeggero. Le cefalee sono patologie neurologiche complesse che in Italia colpiscono milioni di persone, spesso nel silenzio e nell’incomprensione generale. Solo l’emicrania interessa tra i 6 e i 7milioni di Italiani, confermandosi una delle principali cause di disabilità tra gli adulti. In occasione della Giornata del Mal di Testa, celebrata il 16 maggio 2026, la Società Italiana di Neurologia SIN e la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee SISC hanno lanciato la campagna Su la Testa, con l’obiettivo di “smettere di banalizzare il sintomo e trattare le cefalee come una priorità di salute pubblica”. “Su la testa significa non farsi schiacciare dal mal di testa”, dichiara la prof.ssa Marina de Tommaso, presidente SISC. “È un messaggio rivolto ai pazienti, che non devono chiudersi in casa pensando di risolvere il problema da soli, ma rivolgersi al Medico. Se non interveniamo tempestivamente, il rischio è la cronicizzazione della malattia.”
Chi soffre di emicrania o di forme più severe (come la cefalea a grappolo e la tensiva) sa che il dolore è solo “la punta dell’iceberg”. Spesso si associano nausea e vomito, estrema sensibilità a luci e rumori, difficoltà di concentrazione e nebbia cognitiva. Negli ultimi anni, la ricerca ha finalmente decodificato i meccanismi biologici alla base del dolore, legati all’attivazione del sistema trigemino-vascolare e a molecole come il CGRP. “Per troppo tempo le cefalee sono state banalizzate”, afferma la prof.ssa Cristina Tassorelli, segretario della SIN. “Negli ultimi anni la ricerca ha compiuto progressi straordinari: la scoperta di nuovi meccanismi biologici ha portato allo sviluppo di terapie innovative e sempre più mirate. La sfida adesso è fare in modo che queste opportunità arrivino effettivamente alle persone.”
L’importanza di muoversi in tempo. La chiave per non far peggiorare la situazione è la tempestività: assumere i farmaci corretti ai primissimi segnali della crisi può bloccare l’attacco sul nascere. Per fare questo, serve però una rete sanitaria che funzioni: “Oggi – conclude il prof. Mario Zappia, presidente SIN – disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che consentono di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti, ma resta fondamentale rafforzare la collaborazione tra Medicina del territorio, Neurologi e Centri specialistici, affinché nessun paziente arrivi troppo tardi alle cure appropriate”.













