Tumore al seno metastatico TSM

La campagna Due di Noi, promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia, ha scelto i luoghi della socialità, come il Roma Summer Fest, tra le note dei concerti estivi all’Auditorium Parco della Musica, per lanciare un messaggio chiaro alla comunità scientifica e all’opinione pubblica: grazie ai progressi terapeutici, oggi il TSM non è più solo una storia di diagnosi e cure, ma il racconto di una vita che continua, fatta di progetti, passioni e, perché no, di una serata sotto il palco. Per un medico, “guadagnare tempo” ha un valore relativo se non si associa alla qualità del tempo guadagnato.

Nel setting del carcinoma mammario metastatico, in particolare per i fenotipi più aggressivi, lo scenario sta vivendo una “transizione epocale”: “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo”, dichiara la prof.ssa Alessandra Fabi, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. “Oggi disponiamo di terapie innovative che consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando la qualità di vita. La recente approvazione europea di una terapia mirata in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo TNBC, non candidabili all’immunoterapia, rappresenta un cambio di passo storico: fino a pochissimi anni fa, l’unica opzione era la chemioterapia.”

I punti chiave della svolta terapeutica:

  • Intervento precoce. Utilizzare le opzioni più efficaci già nelle prime linee di trattamento per massimizzare il beneficio clinico;
  • Targeting molecolare. Superamento dell’approccio citotossico aspecifico in favore di trattamenti più selettivi;
  • Preservazione del performance status. Riduzione degli effetti collaterali invalidanti per permettere la normale prosecuzione delle attività quotidiane.

Se la sopravvivenza libera da progressione PFS e la sopravvivenza globale OS restano i gold standard degli studi clinici, i Patient-Reported Outcomes PROs dimostrano che l’efficacia di un farmaco si misura anche dalla capacità di una donna di mantenere il proprio ruolo sociale, lavorativo e relazionale. Le Associazioni dei pazienti sottolineano come la presenza di donne con TSM a eventi di massa o manifestazioni sportive non sia più un’eccezione. Come evidenzia la prof.ssa Alba Di Leone, presidente di Susan G. Komen Italia, la ricerca ha ridefinito il percorso di malattia: le pazienti non sono più identificate dalla loro patologia, ma dai loro progetti futuri. Avere a disposizione l’innovazione nei laboratori o sulla carta delle riviste scientifiche non basta. Il vero “collo di bottiglia”, spesso, è il tempo che intercorre tra l’approvazione regolatoria e l’effettiva disponibilità al letto del paziente. “L’innovazione è davvero tale solo quando raggiunge tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono”, dichiara Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, invocando una “rapida riduzione delle disuguaglianze regionali nell’accesso ai farmaci”. Carmen Piccolo, direttore medico di Gilead Sciences Italia, conferma la priorità strategica: “Sviluppo scientifico continuo per spostare sempre più avanti i confini della sopravvivenza e sinergia con le Istituzioni per garantire un accesso equo, rapido e uniforme delle terapie su tutto il territorio nazionale”.

Il divano rosa al Roma Summer Fest ricorda a clinici, Istituzioni e pazienti l’obiettivo finale concreto della ricerca medica: “trasformare i mesi guadagnati in clinica in canzoni da ascoltare, viaggi da programmare e vita da vivere”.