Cambiamenti climatici e disturbi dell’alimentazione

Il rapporto tra cambiamenti climatici e disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è ancora poco esplorato nella Letteratura disponibile. Tuttavia, l’incidenza crescente dei DNA e il tema dei cambiamenti climatici, unitamente al ruolo del cibo quale “ponte” tra salute dell’uomo e del pianeta, offrono spunti per una riflessione in merito. A tal proposito, nel corso del simposio Nuove Tendenze Alimentari tra i Giovani, durante il XLV Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana 2025, sarà presentato lo studio coordinato dalla prof.ssa Simona Bo, dell’Università degli Studi di Torino e consigliere SINU. L’analisi, che ha visto il coinvolgimento anche dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dell’Università Sapienza di Roma, mira a identificare la possibile connessione tra il rischio di sviluppo di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e le eco-preoccupazioni, ovvero quella sfera di emozioni associate ai cambiamenti climatici: “La nostra ricerca ha mostrato come vi sia una connessione tra la presenza di ‘eco-emozioni’, come l’‘eco-ansia’ e l’‘eco-colpa’, e il rischio di sviluppo di un DNA”, afferma il dott. Andrea Devecchi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, dottorando interateneo UNITO-UNISG e membro del Gruppo SINU Giovani. “Nel dettaglio sono state coinvolte 880 donne ed è stata mostrata una correlazione tra i 2 fenomeni, che è stata confermata anche in un modello di regressione multiplo aggiustato per numerose variabili come età, l’indice di massa corporea, livello di educazione, etc.”, spiega ancora. “Dallo studio è emersa un’associazione inversa tra l’età dei soggetti e tutte le eco-emozioni prese in esame. Infine, tale relazione è risultata significativa anche per quanto concerne l’ortoressia nervosa, la condizione di chi mostra una preoccupazione eccessiva e ricorrente riguardo l’alimentazione sana e la qualità del cibo.”